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CINA PRESSA USA E IRAN
PER ACCORDO NUCLEARE

CINA PRESSA USA E IRAN <br />PER ACCORDO NUCLEARE


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 6 lug. - La Cina punta ad arrivare presto all'accordo definitivo sul nucleare iraniano. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Wang Yi, durante un incontro con la stampa a Vienna, dove si tengono i colloqui di queste ore, alla vigilia della scadenza di domani come termine per raggiungere un accordo. Nella capitale austriaca sono presenti i rappresentanti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina, più la Germania, che compongono il gruppo dei 5+1, il gruppo di negoziatori con l'Iran. "L'accordo complessivo è raggiungibile - ha dichiarato Wang - Quello che è importante è che tra oggi e domani tutte le parti, e soprattutto Iran e Stati Uniti, dovranno prendere le decisioni finali in tempo utile".

Entro domani è prevista la fine di un negoziato durato due anni. L'ottimismo di Wang è frenato dalle dichiarazioni del segretario di Stato americano, John Kerry, che ieri dichiarava che "non siamo ancora dove vorremmo essere su molte delle questioni più difficili" e oggi chiede all'Iran di prendere "scelte difficili" per un esito positivo dei negoziati, durante una pausa negli incontri con il ministro degli Esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif. La Cina ha espresso negli ultimi giorni una cauta fiducia sul raggiungimento dell'accordo finale. "I tempi per risolvere la crisi nucleare iraniana sono arrivati", aveva dichiarato giovedì scorso Wang, a Vienna. "Non ci sono scuse per fermarsi prima della scadenza della maratona di negoziati", aveva detto. Il momento per un accordo è opportuno anche per l'Alto Rappresentante della Politica Estera dell'Unione Europea, Federica Mogherini, secondo cui "se c'è un momento per chiudere l'accordo è adesso" aveva dichiarato ieri, ricordando che non esiste, allo stato attuale, un "piano B" nel caso di fallimento delle trattative.

Ad aprile, la Cina aveva chiesto a tutte le parti coinvolte di trovare una convergenza sull'accordo quadro di Losanna. Il tema del nucleare iraniano è stato tra gli argomenti di discussione dei vertici bilaterali tra Cina e Stati Uniti, compreso il dialogo economico e strategico del mese scorso a Washington, l'occasione di confronto tra le due potenze più importante prima della visita negli Stati Uniti di Xi Jinping, nel settembre prossimo. Entro domani, i 5+1 e l'Iran dovranno raggiungere un accordo anche sul ritiro delle sanzioni Usa e Ue all'Iran e sull'eventuale ripristino nel caso in cui l'accordo sul nucleare dovesse essere violato dalla Repubblica Islamica.

Il 2 aprile scorso, l'Iran a aveva accettato di ridurre di circa i due terzi i propri impianti di centrifuga dell'uranio (passando dalle 19mila attuali a 6104), e di non arricchire l'uranio oltre il 3,67% per almeno quindici anni. In base all'accordo, Teheran si presterà anche a una drastica riduzione delle scorte di uranio passando da dieci tonnellate di uranio a basso tasso di arricchimento a soli trecento chilogrammi, e a convertire la centrale di Fordow a processi di arricchimento dell'uranio a soli scopi civili. Discorso analogo anche per la centrale di Natanz, da cui dovranno scomparire le tecnologie di centrifuga più avanzate per almeno dieci anni. Gli ispettori dell'Aiea (l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica) dovranno poi avere accesso agli impianti nucleari, inclusi quelli di Natanz e Fordow, con la possibilità di utilizzare le più moderne tecnologie per i rilevamenti.

 

06 luglio 2015

 

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