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Guerra di Corea

CINA E NORD COREA,
60 ANNI DI ALTI E BASSI

CINA E NORD COREA, <br />60 ANNI DI ALTI E BASSI


Aggiornamento - Li Yuanchao a Pyongyang, riprendere i colloqui



Pechino, 26 lug. - Il vice presidente cinese Li Yuanchao è in questi giorni a Pyongyang dove ha incontrato il leader nord-coreano Kim Jong-un per celebrare i sessanta anni dalla fine della guerra di Corea. A colloquio con Kim, Li ha ribadito la posizione cinese che chiede all'isolato regime di riprendere i colloqui per il disarmo nucleare nella penisola. Kim Jong-un ha dichiarato di apprezzare l'impegno di Pechino a favore del dialogo. Negli scorsi mesi i rapporti tra i due Paesi si erano fatti più tesi dopo l'escalation di tensione nella penisola e la minaccia da parte di Pyongyang di un attacco nucleare agli Stati Uniti.

E.B.

 

CINA E NORD COREA, 60 ANNI DI ALTI E BASSI

 

di Antonia Cimini

 

Pechino, 26 lug. - A sessant'anni dalla fine della guerra di Corea, la Cina è ancora l'alleato principale della Corea del Nord, ma il rapporto non è facile, anche sotto il tetto comune degli stessi ideali politici. I veterani di quella guerra ricordano oggi gli sforzi fatti per aiutare la Corea, lottando per proteggere il proprio paese dalla minaccia dell'imperialismo americano.

 

Zhang Kuiyuan andò alla guerra quando aveva appena 18 anni, con il primo battaglione di Volontari cinesi mandati al fronte alla fine del 1950. Guidava un camion che riforniva i soldati sul campo di cibo, petrolio e armi. Si muoveva solo quando calava il buio, la notte, con i fari spenti per evitare i bombardamenti degli aerei americani.

 

Zhang spiega che le condizioni erano durissime, e i contatti con l'alleato sporadici. "Non avevamo molti rapporti con i nordcoreani, a parte quando dovevamo combattere insieme in qualche posto – spiega Zhang Kuiyuan ad AgiChina24. "Di solito noi andavamo in una direzione e i coreani in un'altra". Più di un milione di soldati cinesi attraversò il fiume Yalu in direzione della Corea del Nord, per "aiutare Pyongyang e resistere agli americani", secondo il nome cinese dato a quella guerra. Essi portarono anche conforto alla popolazione civile costruendo case, erigendo ponti e disegnando strade per migliorare le comunicazioni.

 

L'accesso ai locali, però, rimase sempre scarso. Zhang Yuzeng, un veterano di quella guerra, racconta ad AgiChina24 che un gruppo di cinesi di etnia coreana era stato mandato sul posto per per aiutare i soldati a comunicare con i propri alleati. "Avevamo solo pochi interpreti, per il resto non ci capivano con la gente del posto" racconta. Ogni qualvolta c'era da combattere inseme "l'esercito nordcoreano andava avanti e noi seguivamo, dove si fermavano loro ci fermavamo anche noi".

 

Zhang Yuzeng racconta che i cinesi combattevano da soli, sotto il comando del loro  generale, Peng Dehuai. I nordcoreani, spiega, "erano pochi e male equipaggiati". "I nordcoreani non erano bravi a combattere. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, Kim Il Sung formò un battaglione nel nord della Cina e andò a combattere in Corea, solo che si batté a lungo e alla fine non fece altro che dividere il paese in due", dice Zhang Yuzeng.

 

Le truppe cinesi restarono in Corea a lungo dopo la fine del conflitto, che fu segnato da un armistizio firmato il 27 luglio 1953. Nei cinque anni che seguirono la Cina aiutò nella ricostruzione e inviò esperti tecnici. I cinesi erano così ben visti dalla popolazione del posto, che quando lasciarono Pyongyang lo fecero in gran cerimonia.

 

Zhang Kuiyuan, però, non si è lasciato alle spalle alcun amico. I volontari cinesi avevano ordine di non di evitare qualsiasi contatto stretto con i nordcoreani. "C'era una disciplina molto rigida che ci proibiva qualsiasi frequentazione dei locali. La comunicazione di routine era permessa, ma non si poteva avere amici o divertirsi con i coreani. Temevano che potessero nascere dei problemi" dice.


Alleanza difficile

 

Anche se Cina e Corea costituivano l'avanguardia del movimento socialista globale e il loro rapporto era detto essere stretto come 'labbra e denti', tra i leader dei due paesi c'era però una profonda difidenza. Mao Zedong, che governava la Cina dal 1949, e Kim Il Sung, a capo dell'esercito nordcoreano, litigavano spesso.

 

Shen Zhihua, esperto di guerra di Corea, spiega che il leader sovietico Joseph Stalin intervenne molte volte a dirimere le dispute tra i due. "Durante la guerra Mao Zedong e Kim Il Sung avevano posizioni diverse e opposto su tutte le questioni strategiche fondamentali" dice Shen ad AgiChina24.

 

Oggetto del contendere erano questione come chi dovesse guidare l'esercito congiunto, dove stabilire la linea del fronte a chi conferire il controllo della rete ferroviaria. Questi problemi erano di importanza cruciale, spiega Shen Zhihua, "perché riguardavano la questione della sovranità in Corea e anche la reputazione di Kim Il Sung".

 

Nuovo corso

 

Nonostante le differenze, la guerra ha cementato una relazione rimasta salda per decenni. Durante gli anni della crisi con l'Unione Sovietica la Cina è stata entusiasta di giocare il ruolo dell'alleato paterno con la Corea del Nord. Tutto cambiò quando Pechino e Washington riallacciarono i rapporti alla fine degli anni '70. Shen Zhihua spiega che la Corea del Nord  accusò una forte frustrazione quando Cina e Stati Uniti iniziarono ad avere visioni strategiche condivise.

 

In periodi più recenti, le provocazioni montanti di Pyongyang hanno causato una risposta dura da parte di Pechino al suo vecchio alleato. Quest'anno la Cina ha seguito le Nazioni Unite nel mettere in atto una risoluzione punitiva verso la Corea del Nord. Una banca di stato cinese ha congelato le transazioni con Pyongyang e i contati ad alto livello sono diminuiti.

 

"La Corea del Nord sta esagerando, sta facendo perdere la reputazione alla Cina – spiega Shen Zhihua -. "Conduce un test nucleare e avvisa la Cina appena venti minuti prima, quando già molti altri lo sanno. Come possiamo ancora chiamarlo un rapporto privilegiato?".

 

Oggi per molti cinesi la Corea del Nord è solo un'attrazione bizzarra. I nipoti di coloro che combatterono la guerra di Corea, dice Shen Zhihua, sarebbero felici di vedere la Cina libera dal giogo del rapporto con la storica alleata Pyongyang.



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