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Tour in Sud America per Xi Jinping

CINA E CUBA SIGLANO 29 ACCORDI

CINA E CUBA SIGLANO 29 ACCORDI


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 23 lug.- Ventinove accordi di cooperazione in infrastrutture, commercio, istruzione e agricoltura: è il risultato della visita del presidente cinese, Xi Jinping, a Cuba, dove ieri ha incontrato il numero uno dell'unico Paese comunista dell'America latina, Raul Castro. I progetti puntano allo sviluppo di Cuba e al rafforzamento dei rapporti tra le due nazioni. La tappa cubana è l'ultima di un tour che ha portato Xi in Sud America per la seconda volta dalla sua nomina a capo della Cina. Prima di l'Havana, Hu ha visitato il Brasile, dove ha preso parte al VI forum dei Brics – acronimo con cui vengono indicati Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica -; l'Argentina e il Venezuela.

Sulla base degli accordi la China's Bank of Import and Export ha offerto al Paese caraibico prestiti per 730 milioni di yuan (oltre 100 milioni di euro)  per  il porto di Santiago, il secondo più grande di Cuba, per la costruzione di nuove infrastrutture che faciliteranno il commercio.
 Le due parti coopereranno inoltre a un progetto pilota di un parco agricolo e a uno studio congiunto sul Moringa, una pianta molto popolare a Cuba e nel Sudovest della Cina per le sue proprietà nutrizionali e medicinali.

Sempre ieri il leader della Cina ha inaugurato una fabbrica di Strisce reattive per glicemia per il diabete che sfrutta biotecnologie cinesi della Changsha SINOCARE Inc.

 Due Paesi sono vecchi alleati politici: l'Havana  è stata la prima ad aver instaurato rapporti diplomatici con Pechino nel 1960. Ad oggi gli scambi bilaterali annui ammontano a 2 miliardi di dollari e la Cina è il primo creditore dell'isola e il secondo partner commerciale dopo il Venezuela. 

 

XI JINPING GUARDA AL VENEZUELA PER IL PETROLIO


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 21 lug. - Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato ieri in Venezuela per la terza tappa sud-americana, dopo Brasile e Argentina. La Cina è il maggiore acquirente del petrolio di Caracas, con 640mila barili di greggio al giorno, ed è presente nel Paese dal 1993 attraverso una delle sue più importanti National Oil Companies, China National Petroleum Corporation (CNPC) che gestisce alcuni giacimenti nelle aree di Intercampo e Caracoles, nel nord del Paese, nei pressi del Lago de Maracaibo. L'obiettivo per entrambi i Paesi è quello di arrivare a una quota di esportazioni di greggio in Cina pari a un milione di barili al giorno. I rapporti bilaterali tra i due Paesi sono cresciuti negli ultimi quaranta anni, da quando sono ripresi i rapporti diplomatici, passando da 1,4 milioni di dollari nel 1974, a 19,2 miliardi di dollari, lo scorso anno, con Pechino che è oggi il secondo partner commerciale di Caracas. Dopo la tappa in Venezuela, dove in queste ore il presidente cinese si è incontrato con il suo omologo, Nicolas Maduro, Xi Jinping si recherà a Cuba dove incontrerà il presidente, Raul Castro, per l'ultima tappa della missione sud-americana.

Il Venezuela rappresenta una fonte primaria per l'approvvigionamento energetico della Cina assieme al Medio Oriente, di cui teme l'instabilità: solo poche settimane fa, il gruppo petrolifero CNOOC ha dovuto mettere in sicurezza 1200 suoi dipendenti del sito di Samarra, a nord di Baghdad, dopo l'offensiva dei militanti dell'ISIL, lo Stato Islamico e dell'Iraq e del Levante che agisce nel nord del Paese. Nei primi sei mesi del 2014, le importazioni di greggio cinesi dal Medio Oriente sono diminuite. Secondo quanto scriveva ieri la Kuwait News Agency, agenzia di stampa ufficiale del Kuwait, la quota cinese di esportazioni totali dei Paesi del Golfo è diminuita da gennaio a giugno scorso, fino ad arrivare al 39,5%. Nonostante l'inizio della ripresa nell'economia interna, con una previsione di crescita superiore al 7% per il 2014, le importazioni dai Paesi del Golfo sono destinate a rimanere basse fino a fine anno, con l'Arabia Saudita, a coprire il 20% del totale della quota di esportazioni cinesi dal Medio Oriente.

Prima del Venezuela, Xi Jinping è stato in Argentina e Brasile, dove ha concluso diversi accordi nel settore energetico, soprattutto in quello idroelettrico. In Brasile, la China Three Gorges Corporation costruirà una centrale assieme alla locale Centrais Electricas Brasileiras sul fiume Tapajos, mentre in Argentina la Cina finanzierà un progetto da 4,4 miliardi di dollari per la realizzazione di due dighe nell'area di Santa Cruz e un altro progetto da 2,1 miliardi di dollari per ristrutturare una delle linee ferroviarie più importanti del Paese per il trasporto merci. Durante la visita in Argentina, Xi Jinping ha poi firmato accordi per lo sviluppo della quarta centrale nucleare del Paese e un altro accordo da 423 milioni di dollari per la costruzione di undici navi.

 

21 luglio 2014

 

 

CINA-BRASILE, ACCORDI PER 8,6 MILIARDI DI DOLLARI

 

di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest


 

Pechino, 18 lug. - E' di 8,6 miliardi di dollari il valore degli investimenti e dei prestiti cinesi in Brasile. Durante la visita ufficiale nel Paese del presidente cinese Xi Jinping, la Cina ha ordinato all'azienda costruttrice di aeromobili Embraer 60 jet E190 per un valore di 3,2 miliardi di dollari e ha aperto una linea di credito triennale del valore di cinque miliardi di dollari con il maggiore gruppo minerario brasiliano, Vale, il maggiore esportatore brasiliano in Cina. Altri trecento milioni di dollari arriveranno dal gruppo cinese Sany Heavy Industry per la costruzione di un impianto di macchinari per l'industria. Chery Autombile, infine, costruirà un impianto di assemblaggio nei pressi di Sao Paulo. Entrambi gli ultimi due progetti daranno lavoro complessivamente a circa duemila persone, secondo le prime stime. Sul versante tecnologico, China Development Bank, infine, finanzierà un progetto di information technology da cento milioni di dollari nella regione di Tocantins condotto dal gruppo ZTE Corporation. Il presidente cinese e la presidente brasiliana Dilma Russeff hanno poi lanciato la versione in portoghese del motore di ricerca cinese Baidu.

Tra i progetti più a lungo termine, ci sono poi la cooperazione nel settore spaziale e infrastrutturale, come la linea ferroviaria ad alta velocità che attraversa il Sud America da ovest a est. La presidente brasiliana ha poi ricordato l'importanza della cooperazione tra i due Paesi nel settore della tecnologia spaziale, attraverso lo sviluppo del programma China-Brazil Earth Resources Satellite (CBERS) attivo dal 1988, e nel breve periodo il lancio dei satelliti CBERS anche dal Brasile. I due Paesi, scrive oggi l'agenzia Xinhua, hanno poi raggiunto un accordo per la realizzazione congiunta del satellite CBERS-5, che dovrebbe essere pronto per il lancio nel 2017. Nel settore energetico, la cooperazione tra Cina e Brasile si estende alla costruzione di una diga sul fiume Tapajos, che vedrà impegnate congiuntamente la China Three Gorges Corporation e la locale Centrais Electricas Brasileiras. La Cina ha superato gli Stati Uniti come maggiore partner commerciale del Paese, raggiungendo lo scorso anno un volume di scambi pari a 83,3 miliardi di dollari, con l'obiettivo di arrivare a 90 miliardi di dollari entro la fine del 2014.

L'interesse cinese per i Paesi della regione è in forte crescita negli ultimi anni. A Brasilia, Xi Jinping si è incontrato con gli altri leader regionali a cui ha proposto la creazione di un fondo da venti miliardi di dollari per lo sviluppo di infrastrutture in Sud America e nei Caraibi. Xi Jinping ha poi offerto una linea di credito del valore di dieci miliardi di dollari per i Paesi della regione e la creazione di un fondo di cooperazione di cinque miliardi di dollari per gli investimenti tra la Cina e i Paesi del Sud America. Quello di questi giorni è il secondo viaggio di Xi Jinping in Sud-America dopo avere assunto la carica di presidente della Cina, nel marzo dello scorso anno. Dopo il Brasile, Xi Jinping sarà in Argentina, Venezuela e Cuba.

 

18 luglio 2014

 

XI JINPING IN BRASILE A CACCIA DI INVESTIMENTI

 

di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 17 lug.- Ottimi i rapporti (soprattutto energetici) con Mosca, in crescita quelli con Pretoria, sul tavolo gli accordi commerciali e infrastrutturali con il Brasile: al VI Forum dei Brics che si è tenuto a Fortaleza, e concluso con l'accordo per la costruzione di una Banca di Sviluppo, il presidente della Cina ha raccolto consenso da ogni parte.

 

Ma in quella che è la sua seconda visita di capo di stato in Sud America e che toccherà anche l'Argentina, il Venezuela e Cuba, Xi Jinpjng punta soprattutto ad accrescere il peso del gigante asiatico a Brasilia, dove ha parlato ieri ai leader del Parlamento del Paese sudamericano, alla vigilia del suo incontro con il presidente Dilma Rouseff. E lo fa sfruttando il rallentamento dell'economia che quest'anno crescerà secondo gli esperti dell'1%. Dopo la spinta impressa nel 2000 le relazioni tra i due Paesi, che quest'anno celebrano i 40 anni dall'allacciamento dei rapporti diplomatici, sono in una fase di relativo stallo.

 

"Incrementare i rapporti sino-brasiliani è un imperativo" ha detto mercoledì Xi Jinping ai leader del Parlamento. "In un mondo sempre piu' complesso, ampio è lo spazio di cooperazione tra Cina e Brasile, le più grandi economie emergenti e, in assoluto, rispettivamente la seconda e la sesta al mondo" ha dichiarato durante il colloquio con il presidente del Senato Renan Calheiros e quello della Camera dei Deputati Henrique Eduardo Alves. Da parte loro, i due leader hanno confermato l'interesse del Brasile nel diversificare e innalzare il livello dell'import-export.

 

In agenda giovedì anche la firma per l'acquisto da parte di Pechino di 25 aerei della Empresa Brasileira de Aeronáutica. Ma non solo: secondo fonti ben informate i funzionari cinesi annunceranno piani di investimento nei settori dei trasporti, dell'energia e dell'alimentare. "Questi progetti, che includono reti ferroviarie, centrali elettriche e trivellazioni di petrolio, rappresentano un guadagno per entrambe le nazioni" sostiene Charles Tang, presidente della Camera di Commercio sino-brasiliana con sede a San Paolo. "Pechino – continua – ha forte interesse nelle commodity del Paese sudamericano che, dal canto suo, punta ad attirare investimenti esteri in infrastrutture".

 

La Cina riveste un ruolo sempre crescente in Brasile nelle esplorazioni di petrolio, con due compagnie petrolchimiche del Dragone che fanno parte del consorzio che lo scorso anno vinse il diritto di esplorazione di Libra: il più vasto giacimento petrolifero offshore del Sud America.

 

Lo stesso ministro dello Sviluppo e del Commercio brasiliano, Mauro Borges, giorni fa ha spiegato che le due nazioni stanno cercando nuovi modi per interagire economicamente. In particolare il Brasile che nel 2013 ha esportato beni in Cina per 21,8 miliardi di dollari, perlopiù in soia, grano, carne e minerale di ferro, conta di esportare nel Paese asiatico beni di più alto valore.


"Gli scambi bilaterali hanno raggiunto i 90 miliardi di dollari lo scorso anno" ha detto il presidente cinese in un'intervista alla Cctv prima della sua partenza. "La Cina resta il primo partner commerciale del Brasile, a sua volta nono partner per Pechino".

 

Intanto ieri Xi ha avanzato la proposta al presidente peruviano Ollanta Humana di progettare insieme al Brasile e alla Cina una ferrovia transcontinentale sudamericana che collega la costa peruviana sul Pacifico a quella brasiliana sull'Atlantico.

 

17 luglio 2014


NASCE LA BANCA DI SVILUPPO DEI BRICS

 

di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 16 lug. - Avrà sede a Shanghai la nuova banca di sviluppo dei Paesi BRICS (la sigla delle economie emergenti di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) riuniti in queste ore a Fortaleza, in Brasile, per il vertice annuale. Il progetto di creazione di una nuova banca, vista come alternativa a istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, risale al vertice dello scorso anno, in Sudafrica. Nel comunicato congiunto dei cinque Paesi, i BRICS chiedono al Fondo Monetario Internazionale di "sviluppare il processo di riforma in modo da assicurare la voce crescente e la rappresentanza" delle economie emergenti.

La nuova banca ha un capitale iniziale di cinquanta miliardi di dollari, finanziati equamente dai cinque Paesi. La Brics Bank sarà poi dotata di un fondo da cento miliardi di dollari, 41 miliardi dei quali provenienti dalla Cina. India, Brasile Russia partecipano con 18 miliardi di dollari a testa, e il Sudafrica con i restanti cinque miliardi. La nuova banca avrà come scopo principale quello di investire in progetti infrastrutturali e di sviluppo sostenibile, spiegano i cinque Paesi. Il primo presidente sarà di nazionalità indiana. Il primo consiglio di amministrazione sarà guidato dal Brasile, mentre il primo Board of Governors sarà guidato dalla Russia. In Sudafrica sorgerà, invece, il Centro Regionale per l'Africa.

Tutte positive le reazioni dei leader dei Paesi membri. La presidente brasiliana Dilma Russeff ha sottolineato l'importanza del "peso indiscutibile delle economie emergenti" nello scenario globale, mentre il presidente cinese Xi Jinping ha spiegato come la nuova banca contribuirà a "migliorare la governance dell'economia a livello globale e a fare crescere la rappresentanza e la voce dei Paesi in via di sviluppo". Per il presidente russo, Vladimir Putin, la nuova banca rappresenta un "modo molto efficace di prevenire nuove difficoltà economiche". Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha sottolineato l'importanza dell'unità del gruppo che deve agire come "un'unica voce chiara per un mondo pacifico, equilibrato e stabile".

 

16 luglio 2014


 

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