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Cina e Ue

CAMERON SPINGE SU ACCORDO
LIBERO SCAMBIO, BRUXELLES FRENA

CAMERON SPINGE SU ACCORDO <br /> 
LIBERO SCAMBIO, BRUXELLES FRENA


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Aggiornamento del 3 dicembre 

GLOBAL TIMES CONTRO CONTRO CAMERON:

HA RICEVUTO DALAI LAMA


Pechino, 3 dic. - La visita del primo ministro britannico a Pechino, David Cameron, non basterà a fare dimenticare alla Cina l'incontro dello scorso anno con il Dalai Lama. Lo scrive il quotidiano Global Times in un editoriale pubblicato oggi, mentre il premier britannico si trova al suo secondo giorno di visita ufficiale in Cina. Cameron era arrivato ieri a Pechino e aveva incontrato i maggiori leader cinesi, con cui aveva parlato della necessità di approfondire il rapporto commerciale con un accordo di libero scambio tra Cina e Ue come obiettivo di lungo periodo, affermazione che aveva destato la reazione fredda di Bruxelles, che aveva giudicato tale passo "prematuro". "La sua visita - scrive oggi il quotidiano - difficilmente porrà fine al conflitto tra Cina e Regno Unito", e Londra dovrà "pagare il prezzo per le intrusioni negli interessi della Cina".

 

Il quotidiano parla di un "patto non scritto" tra Regno Unito, Francia e Germania per affrontare la questione del Dalai Lama. Quando uno di questi tre Paesi ha contatti con il leader spirituale tibetano, gli altri due intensificano la loro attività diplomatica con Pechino, scrive il Global Times che riporta l'opinione di alcuni analisti. In conclusione, rivolgendosi direttamente a Cameron, a cui augura comunque una piacevole permanenza in Cina, il quotidiano cinese scrive che il Regno Unito "non rappresenta una grande potenza agli occhi dei cinesi", ma soltanto "un vecchio Paese europeo adatto per viaggiare e per studiare".




CAMERON SPINGE SU ACCORDO
LIBERO SCAMBIO, BRUXELLES FRENA

Pechino, 2 dic. - Il primo ministro britannico David Cameron promette un'era di "crescita e riforme" nei rapporti con la Cina, durante il suo primo giorno di visita ufficiale a Pechino, e spinge sull'accordo di libero scambio come obiettivo da realizzare nel lungo periodo. Alla testa di cento imprenditori britannici, Cameron ha incontrato le massime cariche della Repubblica Popolare Cinese. Il premier britannico si è presentato ai leader cinesi come un oppositore delle barriere commerciali che dividono Pechino e Bruxelles: l'economia britannica è una garanzia per Pechino, perché "nessun altro Paese è più aperto del Regno Unito agli investimenti cinesi". Proprio oggi da Bruxelles è arrivata la decisione di istituire dazi anti-dumping per due anni nei confronti degli esportatori di pannelli solari cinesi da parte del Consiglio Europeo.

 

Cameron si è poi soffermato sui rapporti con l'Unione Europea dichiarando di "sostenere l'accordo commerciale tra Cina e Unione Europea con la stessa determinazione con cui ho sostenuto quello tra Europa e Stati Uniti" e si è spinto oltre, ponendo come obiettivo a lungo termine un "ambizioso e comprensivo accordo di libero scambio tra Cina e Ue".

 

L'apertura di Cameron alla Cina è stata accolta con favore dal presidente cinese, Xi Jinping, che ha sottolineato come sia arrivato il momento di una maggiore cooperazione tra Pechino e Londra e ha dichiarato di aspettarsi dal Regno Unito "un ruolo più attivo e aperto nella collaborazione con la Cina e creare un ambiente più accomodante".

 

L'apertura del premier britannico al sostegno al patto commerciale di libero scambio tra Ue e Cina ha però incontrato oggi la reazione più controllata di Bruxelles, che ha frenato sulle dichiarazioni del premier. Nonostante le dichiarazioni di oggi di David Cameron a Pechino, è ancora "prematuro", per la Commissione Europea, parlare di accordo di libero scambio tra la Cina e l'Eurozona. L'obiettivo, ha spiegato un portavoce della Commissione, è quello di siglare un accordo per gli investimenti. "Solo quando le condizioni saranno mature, potremmo considerare nel lungo termine un accordo commerciale" ha spiegato il portavoce di Bruxelles.

 

Una dichiarazione, quella di Cameron, che viene accolta in maniera critica anche dalla Camera di Commercio dell'Unione Europea in Cina. "Siamo sempre alle solite - commenta ai microfoni di AgiChina24 il presidente della EUCCC, Davide Cucino - parliamo di identità di vedute in Europa e poi ognuno corre per la sua strada. E' passata una settimana dal summit tra Cina e Unione Europea e sappiamo quali siano state le difficoltà per raggiungere un accordo sugli investimenti bilaterali, che per l'Unione Europea ha significato spiegare ai cinesi che per il momento il trattato sul free trade agreement non è negoziabile fino a che l''accordo bilaterale non avrà preso una certa forma, ed ecco che uno dei 28 mostra di essere in grado di rafforzare il messaggio con qualche elemento in più, con qualche accordo in più". Il risultato, per Cucino, è quello di "rafforzare la Cina nel dialogo con l'Unione Europea, perché vengono poi presi ad esempio impegni o dichiarazioni che sono stati presi in via bilaterale".

 

La visita di Cameron in Cina è stata poi macchiata dal divieto a un giornalista britannico, Robert Hutton, dell'agenzia Bloomberg, di assistere agli eventi del primo ministro britannico a Pechino fino a mercoledì. Il divieto, comunicato al giornalista dopo lo sbarco in Cina ha destato le proteste di Downing Street. Il governo britannico ha definito come "estremamente inappropriata" la decisione cinese di escludere il giornalista di Bloomberg, anch'essa oscurata dalla censura in Cina, dall'evento che vedeva David Cameron presente alla Grande Sala del Popolo.

 

02 dicembre 2013

 

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