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La nuova norma del SAPPRFT

BANDO AI TALENT SHOW

BANDO AI TALENT SHOW


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 29 lug. - Troppi talent show in Cina, il governo decide di limitarli. Le competizioni canore pop che sfornano le nuove voci del Dragone sono al centro del giro di vite proposto dall'Amministrazione Statale per la Stampa, le Pubblicazioni, la Radio, i Film e la Televisione (SAPPRFT). Le ore dedicate a programmi come Voice of China o alla versione cinese di X-Factor saranno limitate, in base alle nuove normative, e verrà posticipata a dopo le vacanze estive la programmazione degli show di questo tipo già prodotti e ancora non in onda. Nei casi di programmi già in palinsesto, invece, ci potrebbero essere delle variazioni.

 

La nuova normativa riguarda alcuni dei programmi di maggiore successo della tv cinese, come "Super Girl", apripista nel 2004 del format in Cina, riadattata dalla più celebre "American Idol", che ha fatto boom di ascolti. Proprio "Super Girl" era già stata al centro di un provvedimento simile a quello deciso mercoledì scorso nel 2007, quando la trasmissione era all'apice della popolarità. L'authority del settore editoriale e radiotelevisivo cinese aveva deciso di eliminare dalla fascia di prima serata (19.30-22.30) i talent show che avrebbero dovuto in seguito adeguarsi a una serie di divieti che poco avevano a che fare con il programma in sé, quanto piuttosto con motivazioni "politiche". I voti dei telespettatori erano vietati, mentre erano ammessi solo quelli della giuria presente in studio. Nessuna concessione, poi, ad atteggiamenti provocanti o di aperto flirt. Pollice alzato, invece, alle dimostrazioni da parte dei cantanti di "maturità, fiducia, perseveranza". Anche il taglio di capelli dei partecipanti doveva dimostrare di essere in linea con gli standard dell'authority. Il caso del "bando al televoto" era scoppiato di nuovo nel 2011: a fare le spese delle nuova normativa era stato proprio "Super Girl", che è stata sospesa. Al suo posto l'ente di regolamentazione radiotelevisivo avrebbe dovuto inserire in palinsesto programmi più "edificanti".

 

Regole stringenti, insomma, che limitano la partecipazione del pubblico e che hanno generato lamentele più o meno esplicite, perché proprio i talent show hanno contribuito ad aumentare gli introiti delle piccole reti televisive, come è accaduto a Hunan Tv, che ha mandato in onda "Super Girl", o a Zhejiang Tv che in programmazione ha "The Voice of China". Il successo di quest'ultimo programma è stato certificato l'anno scorso, quando era diventato il primo trend topic di Weibo, oscurando persino il caso Bo Xilai (che ha comunque subito parecchio la censura sulla piattaforma di microblogging cinese). Nel corso degli anni, ogni tv locale ha cercato di proporre il proprio talent show come rimedio ai bassi indici di ascolto. I riscontri su Weibo durante le ore di programmazione hanno dato un segnale chiaro delle tendenze del pubblico più giovane e attivo sui social network, ma non basta. L'obiettivo della nuova norma introdotta dall'authority cinese è quello di "prevenire lo sviluppo omogeneo dei programmi televisivi e fornire al pubblico scelte diversificate, in un anno che ha visto un notevole aumento di talent show". Sarebbero, infatti, oltre venti i programmi già pronti che aspettano solo di andare in onda, spesso nelle stesse fasce orarie, in aperta competizione.

 

Le reazioni degli internati, ancora una volta non sono in linea con le direttive imposte dall'alto. "La SAPPRFT farebbe meglio a non cercare di rappresentarmi" scrive uno di loro. E c'è chi invece, la mette sul punto di vista strettamente commerciale. La CCTV, emittente di Stato, "potrebbe avvantaggiarsi di queste misure amministrative, ma questo tipo di vittorie hanno un reale valore?". La soluzione migliore, per un terzo, è quella di lasciare decidere il mercato e al pubblico. Ma l'obiettivo è un altro: la nuova normativa ha tra i suoi scopi, quello di cercare uno stile "frugale" nella programmazione, in linea con la campagna contro le stravaganze iniziata già nelle ultime settimane del 2012 e che ha colpito anche i marchi del lusso oltre alle spese degli alti funzionari dello Stato. E che settimana scorsa ha prodotto un altro bando, quello alla costruzione di nuovi edifici governativi per i prossimi cinque anni. Ora tocca ai talent show andare incontro a un giro di vite, soprattutto nei mesi estivi, quelli con i maggiori ascolti.


 

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