Focus

Biblioteca nazionale Braidense

APRE IL FONDO MASI,
2500 VOLUMI SULLA CINA

APRE IL FONDO MASI, <br />2500 VOLUMI SULLA CINA


di Emma Lupano

Twitter@lupemma

 

Pechino, 07 mar. - Sinologa, bibliotecaria, docente universitaria. Traduttrice, autrice e intellettuale impegnata socialmente e politicamente. La Cina, i libri e la letteratura sono stati al centro della vita di Edoarda Masi, una passione profonda che la sua casa testimoniava. Migliaia di volumi sulla Cina e dalla Cina in cinese, in italiano e in altre lingue europee riempivano gli spazi della sua abitazione milanese: scaffali a coprire ogni parete, con i libri disposti su più file, ma attentamente catalogati e divisi per discipline.

 

Un patrimonio frutto di una vita che Masi ha voluto rendere disponibile al pubblico con un lascito alla biblioteca nazionale Braidense di Milano, dove lei stessa aveva per un periodo lavorato. Sarà inaugurato il 13 marzo, rendendo così fruibili a studiosi, studenti e curiosi oltre 2500 volumi che spaziano nel tempo, dagli anni Venti al 2011, e negli ambiti sinologici, dalla letteratura al pensiero politico, dalla storia alla filosofia.

 

“Si tratta in gran parte di letteratura, sia opere che saggi di critica, ma anche di libri sulla filosofia antica e moderna e sul pensiero politico”, spiega Silvia Pozzi, traduttrice e docente di lingua e letteratura cinese all’Università degli Studi di Milano-Bicocca che, con altri amici di Masi, si è occupata di selezionare e raccogliere il fondo.  “C’è poi una serie di testi in cinese degli anni Sessanta e Settanta, interessanti dal punto di vista politologico. I volumi più preziosi sono infatti probabilmente quelli in lingua, tra cui almeno due raccolte delle opere di Lu Xun e varie edizioni complete del ‘Sogno della camera rossa”’. Opere che Masi ha il merito di aver tradotto per la prima volta in italiano e del cui studio critico si occupano molti libri contenuti nel lascito.

 

“A dar pregio al catalogo, – continua Pozzi – è anche il fatto che racconta in controluce la storia di Edoarda Masi come sinologa, il suo percorso di formazione e di studio. Nel fondo, però, anche chi non si occupa normalmente di Cina troverà volumi di grande interesse, in lingue occidentali”.

 

Nell’elenco non rientrano gli scritti di Masi slegati dalle tematiche cinesi, archiviati al Centro studi Franco Fortini di Siena, e le riviste della sua biblioteca, conservate all’Università di Torino, all’Università degli Studi di Milano e all’Università di Bologna. Fanno invece parte del fondo le copie delle opere dell’autrice che sono state pubblicate in altre lingue; le edizioni originali in italiano dei suoi scritti, come “La contestazione cinese”, “Per la Cina”, “Il libro da nascondere”, “Ritorno a Pechino”; e tutte le traduzioni da lei firmate: dai “Dialoghi” di Confucio alle “Storie fantastiche” di Chuan Qi, dalla “Città di gatti” di Lao She alla “Falsa libertà” di Lu Xun.

 

Una miniera in cui perdersi seguendo propri percorsi di ricerca, o semplicemente esplorando il mondo intellettuale della prima italiana che, nel 1957, con Renata Pisu e Filippo Coccia si recò a studiare nella Cina comunista, all’Università di Pechino.
“Se capitava di prendere in prestito un libro da casa sua, Edoarda metteva un cartellino in corrispondenza del libro prelevato”, ricorda Pozzi. Alla Braidense, vista la rarità di molti testi, il prestito non sarà invece possibile, ma tutti i libri saranno consultabili e riproducibili liberamente dal pubblico, oltre che reperibili nell’OPAC nazionale di ricerca grazie al lavoro di catalogazione portato avanti dalla biblioteca nel corso dell’ultimo anno.

 

“Per noi il fondo è di grande interesse, non solo nella sua intrinsecità, ma anche per la continuazione di una ‘storia’. La biblioteca – spiega Laura Zumkeller, responsabile dei documenti a stampa antichi, rari e di pregio della Braidense - è di origine gesuitica e si sa dell'importanza delle missioni dei gesuiti in Cina nei secoli passati (Matteo Ricci e non solo). Conserviamo ricche testimonianze di questi viaggi in Cina e soprattutto una grande raccolta di rari testi in cinese del Settecento e Ottocento che sono già stati in parte oggetto di mostre”.

 

L’inaugurazione del fondo si terrà giovedì 13 marzo alle 18 in via Brera 28 a Milano, con ingresso libero. Interverranno Andrea De Pasquale, direttore della Braidense; Liliana Lanzardo, già docente di metodologie sociologiche e metodologia della ricerca storica all’Università di Trieste, artista e autrice, tra i fondatori della rivista Quaderni rossi a Torino; e Silvia Pozzi. L’attrice Silvia Gallerano leggerà alcuni brani tratti da “Erbe selvatiche” di Lu Xun, nella traduzione di Masi. Per informazioni: 02/86460907, www.braidense.it.

 

07 marzo 2014

 

© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci