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ALIBABA, DEBUTTO A WALL STREET
IPO PIU' ALTA DELLA STORIA

ALIBABA, DEBUTTO A WALL STREET<br />IPO PIU  ALTA DELLA STORIA


di Eugenio Buzzetti e Sonia Montrella


Twitter@Eastofnowest e @SoniaMontrella

 

Pechino, 22 set. - La Ipo di Alibaba è la più alta mai registrata sui mercati azionari mondiali, a 25 miliardi di dollari, dopo che i sottoscrittori hanno esercitato l'opzione di vendita di un ulteriore pacchetto di 48 milioni di azioni, per la forte richiesta sul mercato. Il nuovo record fissato dal gruppo supera il primato detenuto dal 2010 a oggi da un'altra Ipo cinese, quella di Agricultural Bank of China, uno dei quattro colossi cinesi del credito, a 22,1 miliardi di dollari.

Venerdì scorso, le azioni del gruppo di e-commerce cinese che detiene circa l'80% del mercato interno hanno guadagnato il 38%, e il titolo aveva chiuso a 93,89 dollari, con 271 milioni di azioni scambiate nella prima giornata di contrattazioni e un valore di mercato, alla chiusura pari a 231 miliardi di dollari, superiore al valore combinato di EBay e Amazon, le maggiori rivali americane di Alibaba nel settore dell'e-commerce.

L'Ipo record di Alibaba è stata accolta nei giorni scorsi dalla stampa cinese con toni trionfali. L'ingresso a Wall Street di Alibaba è considerata una storia esemplare composta da due elementi: la genialità dell'idea partorita dalla mente di un uomo tra le mura del suo appartamento e le possibilità schiuse dalla stagione di apertura e riforme che da oltre trenta anni caratterizza l'economia cinese. I record infranti dal gruppo di Jack Ma sta già destando le prime reazioni a livello istituzionale, con la China Securities Regulatory Commission - l'authority dei listini cinese - che, secondo il quotidiano China Daily, avrebbe allo studio un sistema di registrazione per l'Ipo in stile statunitense, e che potrebbe essere pronto già entro fine anno.

Anche il Global Times parla in termini positivi dell'ingresso in Borsa del gruppo di e-commerce, e sottolinea come l'ipo sia avvenuta durante un periodo di profonda trasformazione economica della Cina, iniziata ufficialmente lo scorso anno con le riforme decise durante il terzo plenum, che promettono maggiori aperture all'economia di mercato. "L'ipo dimostra che le previsioni dell'Occidente verso la Cina non sono così pessimistiche come riportato da alcuni media" sostiene il tabloid cinese. "L'impressionante Ipo può essere vista come un punto di connessione tra la società cinese e il resto del mondo".


Nato nel 1999 Alibaba Group è la casa madre di Alibaba.com, una piazza mercato online per le piccole imprese; di Taobao, l'Ebay cinese; di Alipay, il servizio di pagamento online simile a Paypal e di TMall, piattaforma dedicata a marchi e rivenditori su cui verranno promosse anche le aziende italiane, grazie a un accordo siglato a giugno con il governo in occasione della visita del premier Matteo Renzi.

A favorire la scalata, il boom degli utenti web cinesi arrivati a quota 632 milioni. Di questi, circa 300 milioni sono attivi sulle piattaforme del gruppo con transazioni arrivate l'anno scorso a 240 miliardi di dollari. Secondo gli ultimi dati forniti, le entrate totali sono aumentate nel periodo ottobre-dicembre 2013 del 62% rispetto allo stesso periodo del 2012, toccando i 18,75 miliardi di yuan. Ad aprile dello scorso anno Alibaba ha comprato il 18% dei pacchetti azionari del sito di microblogging cinese Sina Weibo, il Twitter cinese, per un valore di 586 milioni di dollari. Un anno dopo il presidente Ma ha fondato Alibaba Pictures Group, che ha già investito più di 3 miliardi di dollari nel settore cinematografico.

Quanto alle partecipazioni azionarie, i dettagli sono emersi solo di recente sulla stampa, secondo cui Jack Ma è solo il terzo azionista del gruppo con una quota pari all'8,9%. La società di telecomunicazioni giapponese SoftBank Corp.e Yahoo Inc. possiedono, invece, ad oggi rispettivamente il 34,4% e il 22,6% delle azioni. La compagnia nipponica investì nel gruppo circa 14 anni fa, mente Yahoo acquistò il 40% delle azioni nel 2005.
 
Allora insegnate di inglese, Ma aveva 35 anni quando insieme ad altre 17 persone  riuscì a mettere insieme 60mila dollari spiegando in modo vago l'intenzione di voler costruire un sistema per connettere le imprese cinesi al resto del mondo. Secondo il Financial Times la folgorazione l'aveva avuta quattro anni prima, in un viaggio di lavoro in America come traduttore durante il quale si innamorò di internet e delle sue potenzialità, ancora poco conosciute in Cina.

Oggi il padre di Alibaba è il 34esimo uomo più ricco al mondo e nel 2011 è stato il primo tra i suoi connazionali a finire sulla copertina di Forbes. La sua lungimiranza lo ha portato nel gennaio del 2013 a fare un passo indietro, lasciando la carica di direttore e conservando per sé 'solo' quella di presidente del colosso: "Mi sono accorto che i giovani che lavorano ad Alibaba hanno dei sogni migliori e più brillanti dei miei. E sono più bravi a costruire un futuro che calzi meglio alle nuove generazioni" scrisse Ma, aggiungendo che non era stata una decisione semplice.

22 settembre 2014

 


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