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Il Paperone di Hong Kong stavolta non si schiera:
“Segreto il mio voto per il nuovo Chief Executive”

Il Paperone di Hong Kong stavolta non si schiera:<br />“Segreto il mio voto per il nuovo Chief Executive”


Di Francesco Palmieri

Hong Kong, 20 feb. - Li Ka-shing, l'uomo più ricco di Hong Kong, non si schiera con nessuno degli aspiranti alla guida del governo della zona amministrativa speciale. Rompendo la consuetudine, che lo aveva sempre visto esprimere una preferenza, il magnate della CK Hutchison Holdings ha stavolta optato per il riserbo. "Nessuno saprà chi voterò e non lo dirò in pubblico", ha assicurato rifiutando di indicare quale fra i personaggi in nomination gli risulti più gradito: sono quattro, ma la corsa si profila più come una gara a due fra Carrie Lam, segretaria generale dell'esecutivo uscente graditissima a Pechino, e John Tsang, responsabile delle Finanze dal 2007 al 16 gennaio scorso, uomo di mediazione fra la Repubblica Popolare e le istanze localiste.

L'anziano magnate, in occasione di un evento di beneficenza promosso dalla sua Fondazione, ha spiegato che gli aspiranti alla carica di Chief Executive sono tutti suoi amici e non vuole offendere nessuno, auspicando piuttosto che chiunque ricopra questo ruolo tenga la barra dritta sulla rotta del principio "Un Paese, due Sistemi". "Credo nella determinazione del presidente Xi Jinping e nella sua garanzia che il principio 'Un Paese, due Sistemi' è irremovibile e non sarà deformato". L'appoggio di Li Ka-shing ha portato bene nel 2002 e nel 2007, quando sostenne i candidati che avrebbero vinto, mentre nel 2012, all'ultima elezione, aveva nominato Henry Tang Ying-yen, il quale fu sconfitto da CY Leung.

Restano aperti i dubbi sulle altre scelte della famiglia Li: il figlio maggiore Victor sembra propendere per Carrie Lam, mentre il più giovane Richard non ha lasciato trapelare nulla. Il padre ha osservato che i "rampolli" hanno entrambi passato i cinquant'anni e sono liberi di prendere la rispettiva decisione in tutta autonomia. Mentre le nomination sono pubbliche, il voto elettorale del "Comitato dei mille" – che sarà espresso il 26 marzo prossimo – è segreto e dovrà comunque essere ratificato da Pechino.

20 FEBBRAIO 2017

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