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Cina-UE

Cina: atteso per domenica parere
UE su stato economia di mercato

Cina: atteso per domenica parere <br />UE su stato economia di mercato


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 9 dic. - La Commissione Europea dovra' esprimere per l'11 dicembre il parere definito sullo status di economia di mercato (Mes) alla Cina, in occasione della scadenza del quindicesimo anno dall'ingresso di Pechino nel Wto, l'Organizzazione Mondiale del Commercio. La questione del riconoscimento o meno della Cina come economia di mercato e' stato uno dei temi che hanno condizionato maggiormente il rapporto tra Pechino e Bruxelles nel corso del 2016.


Lo stesso Jean-Claude Juncker, in una conferenza stampa a Pechino, nel luglio scorso, aveva sottolineato che la Cina dovrà andare incontro a "dolorosi aggiustamenti" nel settore dell'acciaio per contrastare la sovrapproduzione del settore siderurgico. La sovrapproduzione di acciaio è il punto più spinoso tra Cina e Unione Europea per il riconoscimento del Mes a Pechino: Juncker aveva apertamente affermato che il problema della sovrapproduzione di acciaio cinese ha un "chiaro legame" con il riconoscimento della Cina come economia di mercato. Pechino, dall'altra parte, ha sempre ribadito come automatico il riconoscimento come economia di mercato alla scadenza dei quindici anni dall'ingresso nel Wto e non ha gradito la decisione del governo giapponese di non riconoscere lo status di economia di mercato alla Cina (anche se le relazioni tra Cina e Giappone sono segnate anche da altri contenziosi, sia storici che territoriali, più spinosi per entrambe le parti). In un editoriale pubblicato oggi, l'agenzia Xinhua ha sottolineato che la decisione di Tokyo è un segnale di protezionismo e "non solo viola lo spirito dell'accordo", ma "dà un impulso negativo alla cooperazione e alle relazioni con la Cina".

La Cina non contempla l'ipotesi di un mancato riconoscimento del Mes, che verrebbe visto da Pechino come un segnale di protezionismo dal punto di vista commerciale. Di sicuro, spiega ad Agi Giovanni Pisacane, avvocato presso lo studio Gwa di Shanghai, il riconoscimento del Mes alla Cina "determinerà conseguenze sulla vita di tutti i cittadini dell'Unione Europea, perché i prodotti cinesi non avranno più barriere di ingresso e quindi le nostre imprese dovranno necessariamente aumentare la competitività". La decisione di domenica prossima rappresenta un momento chiave per il futuro delle relazioni tra l'Ue e la Cina. "Penso che la decisione dell'11 dicembre sia una delle tante grandi decisioni del 2016, che è stato un anno decisamente importante dal punto di vista globale", continua Pisacane. "Dopo la Brexit, l'elezione del presidente degli Stati Uniti e l'esito del nostro referendum costituzionale, c'è anche questa decisione importante che, comunque vada, dal punto di vista politico dei rapporti tra Unione Europea e Cina, rappresenta un momento cruciale delle relazioni". Nel caso di un mancato riconoscimento del Mes, continua, da Pechino ci si possono attendere "contromisure o legittimamente una modifica nella propria politica nelle relazioni commerciali".

A fare la differenza sarà l'interpretazione dell'articolo 15 del protocollo di adesione al Wto. Nel caso di un riconoscimento della Cina come economia di mercato, "se il riconoscimento lo si considera automatico non si può parlare di vittoria della Cina, ma solo di riconoscimento di un obbligo", spiega Pisacane. "Se invece l'interpretazione sarà diversa allora vorrà dire che il peso politico della Cina di oggi è tale che la Commissione Europea non possa prendere posizioni diverse" dal riconoscimento del Mes a Pechino. "Del resto, la Cina è il secondo partner commerciale dell'Unione Europea, dopo gli Stati Uniti, quindi è chiaro che l'equilibrio in gioco è enorme". Oltre al sì o al no al Mes c'è, poi, una terza via, di mediazione tra le due strade, che prevede la possibilità, nonostante il riconoscimento di Pechino come economia di mercato, di attuare una serie di verifiche su sospetti casi di dumping da parte della stessa Commissione Europea. "Questo, però", conclude Pisacane, "Bisognerà vedere come viene recepito dalla Cina".


09 DICEMBRE 2016

 



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