Advertisement
Fisco e norme: controlla la tua impresa in Cina

Dezan Shira & Associates is a specialist foreign direct investment practice that was established in China in 1992. The firm has grown into one of Asia's most versatile full-service consultancies with operational offices in China, Hong Kong, India, Singapore and Vietnam, alliance partners in Indonesia, Malaysia, the Philippines and Thailand, and liaison offices in the United States, Italy and Germany. Dezan Shira & Associates provides local and global expertise ranging from pre-investment advisory and legal and tax compliance to bookkeeping and payroll services. The firm serves as the strategic advisor to more than two thousand clients and assists foreign investors in China and Southeast Asia through corporate establishment, accounting, financial review services, audit capabilities and due diligence.

Visit our website http://www.dezshira.com/


Dezan Shira & Associates è uno studio indipendente di consulenza internazionale a partecipazione italiana più grande in Asia, specializzato nell'assistenza agli investimenti diretti esteri per le società che intendono entrare o espandere le loro operazioni in Asia. Nello specifico, alcuni dei nostri servizi includono consulenza di pre-investimento e di strategia d'ingresso, consulenze finanziarie, contabilità e revisione dei conti, amministrazione tesoreria, fiscalità e compliance, gestione libri paga e del personale, verifica e rassegna finanziaria, consulenza per visti lavorativi e deposito marchi.

Visita il nostro sito http://www.dezshira.com/

Le risposte alle vostre domande forniscono delle indicazioni di carattere generale.

  • Quali sono le novità in materia di visti lavorativi per la Cina?

    D.: Quali sono le novità in materia di visti lavorativi per la Cina?

    R.: Il visto R ed il visto Z sono entrambi visti lavorativi. Per il momento, è probabile che quest'ultima rimarrà la categoria di riferimento per i lavoratori stranieri che si recano in Cina, data la difficoltà di ottenere un visto R, previsto per personalitàeccellenti il cui servizio viene espressamente richiesto da un ente locale, da una società straniera, una università, un ospedale o, piu’ generalmente, dal governo. Il lavoratore straniero che richiede il visto Z deve necessariamente fare domanda per il permesso di residenza ed essere in possesso di un contratto di impiego in Cina, il cui periodo corrisponde solitamente ad almeno un anno. E’ inoltre importante evidenziare come il visto Z garantisce al lavoratore entrate ed uscite multiple dalla Cina, a differenza di quanto avviene con il visto M, per il quale possono fare richiesta i viaggiatori che entrano in Cina per scopi commerciali e risiedono nel paese per un periodo di tempo inferiore ai 180 giorni.

  • Quando viene imposta la Withholding Tax?

    D.: Quando viene imposta la Withholding Tax?

     

    R.: Dato che la Company Income Tax (CIT) non e’ una tassa imponibile ad una societa’ con sede estera, la withholding tax ha la funzione di tassare i servizi e le transazioni che intercorrono tra la societa’ madre e la controllata con sede in Cina. Siccome il carico fiscale della withholding tax dipendera’ dal tipo di servizi e’ consigliabile una consulenza da parte di un esperto. Tuttavia, il tasso varia generalmente dal 10 al 20 percento della base imponibile.

  • E' possibile rimpatriare la totalità dei profitti dalla Cina all'Italia?

    D.: E' possibile rimpatriare la totalità dei profitti dalla Cina all'Italia?
     

    R.: E' possibile rimpatriare solo i profitti sottoposti al processo di audit annuale completato dalle autorità fiscali cinesi ogni mese di Giugno. Attraverso l'audit lo State Administration of Taxation (SAT) verifica che la Company Income Tax (CIT)  - cioè la tassa sui profitti - sia stata corrisposta al Fisco. Infine, la somma ricavata dal calcolo tra utili e perdite dell'anno precedente corrisponderà al profitto netto autorizzato ad essere rimpatriato. Tuttavia, una parte dei profitti - minimo il 10 per cento nel caso di WFOE – deve necessariamente essere depositata in un fondo di riserva della società, la cui somma massima ammonta al 50 percento del capitale registrato. Mentre per le WFOE è facoltativo, le Joint Ventures sono anche obbligate ad allocare parte dei profitti in fondi d'investimento e fondi dedicati al welfare e ai lavoratori, le cui percentuali sono definite dal consiglio di amministrazione.

  • Quali sono le caratteristiche del commercio al dettaglio in Cina?

    D.:  Quali sono le caratteristiche del commercio al dettaglio in Cina?

    R.: Il commercio al dettaglio in Cina è estremamente frammentato. Il settore è dominato da una vasta gamma di piccoli negozi indipendenti, e le vendite derivanti dai 100 maggiori rivenditori costituiscono solo l'11 percento del totale. Precedentemente, la strategia dei grandi rivenditori consisteva nell’aprire punti vendita esclusivamente nelle zone centrali delle città di prima e seconda fascia. Tuttavia, a causa di un aumento generale dei costi, della concorrenza e del fenomeno di urbanizzazione, tale metodo non risulta più essere profittevole. I grandi rivenditori hanno quindi deciso di investire in nuove zone, allontanandosi dalle città costiere principali e puntando alle città secondarie. Le statistiche confermano questo trend e segnalano che il 58 percento dei negozi inaugurati lo scorso anno ha aperto proprio nelle città  di seconda e terza fascia.

  • In cosa consistono le principali modifiche apportate alla Company Law (diritto societario) nel 2014?

    D.:  In cosa consistono le principali modifiche apportate alla Company Law (diritto societario) nel 2014?

    R.: Dal 1 Marzo 2014 non è più prevista una somma minima di capitale necessaria a costituire una società, lasciando le imprese libere di decidere in merito all’investimento iniziale ed alla frequenza di versamento del totale dell’investimento scelto.  Degno di nota è come con questa modifica non venga meno un finanziamento alla società costituita in Cina, che dovrà essere congruo al tipo di attività ed in linea con i costi previsti o prevedibili.

  • In che settori spende il consumatore cinese residente nelle città di seconda e terza fascia?

    D.: In che settori spende il consumatore cinese residente nelle città di seconda e terza fascia?

     

    R.: Si stima che entro il 2022 si registrerà un incremento del 56 percento dei consumi nelle aree urbane, e la classe media  costituirà il 54 percento della popolazione cinese residente nelle città. In particolare, i consumatori cinesi residenti nelle città di seconda e terza fascia sono particolarmente attratti da tre settori: abbigliamento, ristorazione ed istruzione. In città di seconda fascia come Chongqing e Suzhou si registrano percentuali elevate di acquisti di beni e servizi, e nel breve periodo potrebbero rappresentare il nuovo motore di sviluppo per l’economia cinese.

  • Sono un imprenditore italiano interessato ad investire in Cina, vorrei sapere quali vantaggi offre la Shanghai Free Trade Zone (FTZ).

    D.: Sono un imprenditore italiano interessato ad investire in Cina, vorrei sapere quali vantaggi offre la Shanghai Free Trade Zone (FTZ).

    R.: La Shanghai FTZ offre qualche agevolazione agli investimenti esteri in termini di velocizzazione nella costituzione societaria. Non è richiesta una somma minima di capitale per costituire una società e le procedure di incorporazione sono più snelle. Inoltre, la FTZ semplifica gli investimenti verso l'estero (outbound investments) eliminando lunghe procedure di pre-approvazione e permettendo di effettuare o ricevere pagamenti in valuta estera tramite le banche operanti nella FTZ.

  • Sono un imprenditore italiano interessato ad investire nella nuova Shanghai Free Trade Zone (FTZ), vorrei sapere cosa è esattamente la 'Negative List'.

    D.: Sono un imprenditore italiano interessato ad investire nella nuova Shanghai Free Trade Zone (FTZ), vorrei sapere cosa è esattamente la 'Negative List'.

    R.: La 'Negative List'. della FTZ rappresenta un approccio innovativo agli investimenti stranieri. Le società straniere che operano nei settori commerciali non presenti nella lista – quindi non proibiti o soggetti a restrizioni – godono infatti dello stesso trattamento riservato alle società locali. La 'Negative List' è stata recentemente modificata ed ha ulteriormente ampliato la gamma di settori del tutto aperti agli investimenti esteri. Attualmente solo 139 settori commerciali sono soggetti a restrizioni, ed è stata concessa maggiore apertura ai servizi manifatturieri, postali e di logistica.

  • Quali sono le procedure per rimpatriare profitti in Italia dalla Cina?

    D.: Quali sono le procedure per rimpatriare profitti in Italia dalla Cina?

    R.: Le Wholly Foreign Invested Enterprises (WFOE, s.r.l. di diritto cinese controllata e gestita da un investitore estero) possono rimpatriare profitti secondo diverse modalità, con diverse tassazioni in base alla modalità scelta e al Double Taxation Agreement (DTA) in forza tra Italia e Cina. In Cina, le modalità per il rimpatrio dei profitti più comuni sono: dividendi, prestiti, royalties, e canoni di servizi. Una WFOE può utilizzare uno qualsiasi di questi metodi. Tuttavia, dividendi e prestiti possono essere utilizzati solo qualora la beneficiaria sia azionista della WFOE. Al fine di scegliere lo strumento più idoneo, che quindi riduca la tassazione sul profitto rimpatriato, è fondamentale analizzare l’eventuale tassazione sia in Cina che in Italia. Risulta necessario considerare quale sarebbe il peso fiscale di ogni metodo sia in Italia che in Cina, e fare un comparazione delle aliquote fiscali che andrebbero ad applicarsi. Quindi fare un’analisi incrociata ed indentificare la soluzione ottimale. In questi casi, l’intervento di un esperto come Dezan Shira & Associates risulta cruciale.

  • Sono un imprenditore italiano nel settore chimico. Siamo stati contatti da un potenziale acquirente cinese, ma vorremmo effettuare un controllo su questa azienda prima di firmare un contratto.

    D.:  Sono un imprenditore italiano nel settore chimico. Siamo stati contatti da un potenziale acquirente cinese, ma vorremmo effettuare un controllo su questa azienda prima di firmare un contratto. Il potenziale cliente dice di essere registrato in Hebei, con un ufficio a Shanghai. C'è un modo per verificare che la sua Business License sia autentica? Possiamo farlo dall'Italia o abbiamo bisogno di un consulente?

    R.:La verifica della validità della Business License può essere semplice e veloce. Innanzitutto va controllato che ragione sociale e licenza della società siano registrate presso il locale ufficio dell'Administration of Industry and Commerce (AIC): questo può essere fatto online sul sito dell'AIC, con l'aiuto di qualcuno che parli cinese poiché spesso la ragione sociale ufficiale è in caratteri cinesi. Qualora il nome del potenziale cliente non appaia sul registro AIC, quasi sicuramente questo è fittizio: quindi l'azienda non esiste o non ha una valida Business License. Una conferma di questo può essere effettuata tramite controllo del registro cartaceo dell'AIC: sarà però necessario assumere un avvocato autorizzato all'accesso del registro.