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Dossier

Trump ricuce con Xi

Nella prima telefonata da quando è presidente Trump si impegna a rispettare politica di "unica Cina"

Nella prima telefonata da quando è presidente Trump si impegna a rispettare politica di  unica Cina <br />


di Eugenio Buzzetti

 

 

Pechino, 10 feb. - Il presidente cinese, Xi Jinping, ha dichiarato il proprio apprezzamento al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo l'adesione dello stesso Trump alla politica dell'unica Cina nel primo colloquio telefonico da quando Trump è alla Casa Bianca, avvenuto nella mattina di oggi, ora locale. Trump, sottolinea un comunicato emesso dalla Casa Bianca, ha avuto una "lunga conversazione telefonica" con Xi. "I due leader hanno discusso di numerosi argomenti, e il presidente Trump si è detto d'accordo, su richiesta del presidente Xi, a onorare la nostra politica dell'unica Cina", in vigore dalla ripresa dei rapporti diplomatici tra Pechino e Washington, nel 1979. La telefonata è stata la prima tra i due da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso, e segna una prima ricucitura nei rapporti con Pechino, sulla questione più sensibile per la Cina, ovvero, il riconoscimento di Taiwan come parte integrante del territorio cinese da parte degli Stati Uniti, che la Cina considera "fondamento politico" delle relazioni con gli Usa e con tutti gli altri Paesi che intendono avere rapporti diplomatici con la Cina.

Lo strappo diplomatico con Pechino si era consumato il 2 dicembre scorso, quando, da presidente eletto degli Stati Uniti, Trump aveva accettato una telefonata di congratulazioni da parte della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, rompendo un protocollo in vigore da trentasette anni tra Pechino e Washington, che prevede che gli Stati Uniti mantengano solo rapporti informali con l'isola. Le successive dichiarazioni di Trump avevano irritato ancora di più il governo cinese: Trump aveva dichiarato di non considerare imprescindibile il rispetto della politica dell'unica Cina, subordinandone il rispetto ad altri temi, come quelli commerciali e valutari, che dividono le due sponde del Pacifico. Pechino si era detta "seriamente preoccupata" per il futuro delle relazioni con Washington e anche in occasione dell'insediamento di Trump alla Casa Bianca, il messaggio inviato al neo-presidente statunitense da Xi sottolineava, insieme alle congratulazioni per il nuovo  incarico, l'importanza di aderire alla politica dell'unica Cina. 

La telefonata tra i due leader è stata "estremamente cordiale" nei toni, ha sottolineato la Casa Bianca, e con la ricucitura di oggi, Cina e Stati Uniti "si impegneranno in negoziati su varie questioni di interesse reciproco", recita il comunicato ufficiale di Washington e i due leader si sono scambiati l'impegno di incontrarsi in futuro. La ricomposizione dei rapporti dopo il colloquio telefonico, è stata sottolineata anche da un comunicato diffuso dalla televisione di Stato cinese, la China Central Television, che cita parole attribuite allo stesso Xi. "Ritengo che gli Stati Uniti e la Cina siano partner cooperativi, e attraverso sforzi congiunti possiamo riportare le relazioni bilaterali a un nuovo storico picco". La Cina, ha proseguito la nota, "è disposta a lavorare con la parte americana per migliorare la comunicazione, ampliare la cooperazione e promuovere uno sviluppo sano e stabile delle relazioni sino-americane, per ottenere risultati più proficui a beneficio dei due popoli". Durante il colloquio telefonico, Xi e Trump hanno poi parlato anche dei temi del commercio, dell'economia e degli affari internazionali, e si sono detti d'accordo nel rafforzare la cooperazione tra le prime due economie del mondo. 

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha in seguito affermato che le due parti stanno lavorando per un possibile incontro tra i due presidenti "appena possibile", e ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione tra Washington e Pechino. "Cina e Stati Uniti hanno bisogno di cooperare e possono cooperare in molte aree", ha sottolineato Lu. Più sottotono la reazione di Taiwan al colloquio telefonico tra i due presidenti. Da Taipei, Alex Huang, il portavoce della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha dichiarato che l'isola ha mantenuto "stretti contatti" con gli Stati Uniti dopo la telefonata tra Trump e Xi e che i buoni rapporti con gli Usa e con la Cina sono "la chiave per il mantenimento della pace e della stabilità regionale". 

Il colloquio tra Xi e Trump non ha, però, posto fine agli altri temi che dividono Cina e Stati Uniti, a cominciare dalle rivendicazioni di Pechino nel Mare Cinese Meridionale, che nelle scorse ore è stato lo scenario di un episodio controverso tra Pechino e Washington: secondo quanto riferito dal Comando del Pacifico della Marina Statunitense, due mezzi aerei, un P-3C statunitense e un KJ-200 cinese, hanno avuto un incontro ravvicinato sopra il Mare Cinese Meridionale, durante un volo di routine "nel rispetto delle leggi internazionali". I due mezzi hanno volato "inavvertitamente vicino" l'uno all'altro, destando la preoccupazione dei funzionari di Washington. A stretto giro di posta, il Ministero della Difesa cinese ha però minimizzato l'accaduto definendo il comportamento del pilota cinese "lecito e professionale", in un commento rilasciato al tabloid cinese Global Times, affiliato al Quotidiano del Popolo, organo di stampa del Partito Comunista Cinese.

Abe in visita a Washington. Il colloquio tra Trump e Xi si è consumato mentre a Washington era in arrivo il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, che settimana scorsa aveva incontrato a Tokyo il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, James Mattis. In quell'occasione, il capo del Pentagono aveva riaffermato l'impegno statunitense a fianco del Giappone nella Difesa delle isole contese tra Tokyo e Pechino, le Senkaku, che Pechino rivendica come Diaoyu, scatenando la reazione irritata del governo cinese, che aveva definito "sbagliati" i commenti di Mattis. Oltre alle questioni relative alla Difesa, l'incontro tra Abe e Trump servirà anche a ridefinire le politiche commerciali tra Washington e Tokyo, dopo l'abbandono statunitense del Tpp (Trans-Pacific Partnership) il patto commerciale che comprende dodici Paesi dell'area Asia-Pacifico, escludendo la Cina, preannunciato da Trump già all'indomani della vittoria alle presidenziali, e confermato il mese scorso con un ordine esecutivo della Casa Bianca. Il Giappone è stato l'unico Paese dell'alleanza commerciale che aveva già ratificato il Tpp, a dicembre scorso.

 

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