Dossier

SULLE VIE DELLO SWAT

LA CINA INCONTRA IL GANDHARA
Terza puntata

LA CINA INCONTRA IL GANDHARA<br />Terza puntata <br />


Di Luca Olivieri

 

Roma, 17 dic. - Il bilancio del viaggio della delegazione della Missione Archeologica Italiana è stato più che positivo, con più di 500 tra studiosi e studenti cinesi che hanno assistito alle conferenze nelle diverse sedi.  Particolarmente interessante per il pubblico cinese è stato il confronto con l'esperienza visuale ed estetica del Buddhismo a sud del Karakorum.

 

Se il piano compositivo dell'arte di Dunhuang sembra sfuggire al profano (come anche però l'arte di Bosh, e dei Pre-giotteschi, eccetera), come europei siamo più propensi a credere di capire il linguaggio dell'arte del Gandhara. Ci appare così classico, così vicino, semplice. Eppure se immaginiamo che cosa abbia significato la sua introduzione nel linguaggio buddhista, che nasce aniconico, potremmo intravvederne il portato rivoluzionario. Questo tema è stato affrontato nelle loro conferenze cinesi da Pierfrancesco Callieri e Anna Filigenzi.

 

Callieri ha narrato, con grande attenzione al dato archeologico, il portato dell'Ellenismo orientale nel Gandhara. Di quest'ultima ha definito "il carattere fondamentalmente originale, non quindi la somma di molteplici esperienze, piuttosto il prodotto di un mondo sorprendentemente multiculturale". Il segno ellenistico si riconosce nel naturalismo formale, ma soprattutto nell'introduzione dello spazio come illusione, ovvero, secondo la definizione di Callieri, come "il tentativo di collocare l'opera nello stesso spazio dell'osservatore".

 

Anna Filigenzi ha descritto con grande maestria il primo capolavoro dell'arte buddhista dello Swat, il fregio narrativo del Grande Stupa di Saidu Sharif (primo quarto del I secolo d.C.). Per usare più o meno le sue parole, "pur essendo molto vicino alla contemporanea arte indiana, il fregio mostra evidente il segno di un'arte originale della valle dello Swat: una straordinaria forza espressiva unita a una sapiente combinazione, bilanciamento, di realismo fisiognomico e astrazione spaziale, inserita, seppur in modo nuovo, nel modello visuale ellenistico".

 

17 DICEMBRE 2015

 

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