Dossier

XI IN VISITA DA OBAMA

KISSINGER: USA E CINA OBBLIGATE A COLLABORARE

KISSINGER: USA E CINA OBBLIGATE A COLLABORARE


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 16 set. - Il presidente cinese, Xi Jinping, sarà in vista negli Stati Uniti dal 22 al 28 settembre prossimo. Lo ha confermato oggi il Ministero degli Esteri cinese. Il 25 settembre Xi e la moglie, Peng Liyuan, saranno ospiti del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e della first lady, Michelle Obama, alla Casa Bianca, per una cena di Stato. Prima della tappa a Washington, Xi sarà a Seattle per un incontro con la comunità di imprenditori. Dal 26 al 28 settembre, invece, il presidente cinese prenderà parte al summit per i settanta anni dalla nascita delle Nazioni Unite, a New York, dove è previsto anche un suo discorso al Palazzo di Vetro il 28, prima del ritorno in Cina. La visita di Xi Jinping negli Usa sarà "un'opportunità per espandere la cooperazione" bilaterale e "affrontare in maniera costruttiva le aree di disaccordo" tra i due Paesi, ha reso noto un portavoce della Casa Bianca.

La visita di Xi Jinping è stata preceduta dalle polemiche tra Washington e Pechino sul ruolo assertivo della Cina nel Mare Cinese Meridionale dove, secondo le ultime immagini satellitari, la Cina sta costruendo una terza pista di atterraggio nelle isole Spratly, contese con le Filippine. Uno dei temi del viaggio sarà quello dello spionaggio informatico, di cui sono rimaste vittime anche organizzazioni governative statunitensi, e che Obama ha definito "non accettabile". La Cina ha sempre dichiarato la propria opposizione al cyber-spionaggio e ha in più occasioni lamentato di essere essa stessa vittima degli attacchi degli hacker.

Tra i temi in agenda, ci saranno anche l'economia cinese - il cui rallentamento preoccupa gli economisti e gli operatori dei mercati azionari mondiali - e le differenti visioni sui diritti umani. Le ultime ore sono state scandite dalla liberazione da un carcere cinese dopo undici mesi di detenzione di un accademico e attivista, Guo Yushan, che nel 2012 aveva aiutato il dissidente Chen Guangcheng nella fuga all'ambasciata Usa a Pechino, provocando un caso diplomatico tra Cina e Stati Uniti durato per settimane.

A completare la lista di temi di confronto tra Cina e Stati Uniti ci sono, infine, gli impegni di entrambi i Paesi sui cambiamenti climatici e gli investimenti. In programma, c'è un confronto tra i due leader sui progressi dei rispettivi Paesi nell'attuazione del piano anti-emissioni in vista della Conferenza di Parigi del dicembre prossimo, e infine, una discussione sul trattato bilaterale sugli investimenti: ieri, un gruppo di 94 dirigenti dei maggiori gruppi industriali a stelle e strisce ha chiesto a Obama e Xi di progredire nell'intesa perché l'accordo produca un "immediato e tangibile impatto per entrambe le economie". Tra i firmatari compaiono anche i nomi del Ceo della Apple, Tim Cook, e del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg.

 

 

Kissinger: Cina e Usa obbligate a cooperare

Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 14 set.- La Cina sta crescendo. Che lo si voglia o no. E Pechino e Washington possono solo cooperare. Sono obbligate a farlo. E' il giudizio netto e franco di Henry Kissinger, ex segretario di Stato e Consigliere politico statunitense delle amministrazioni Nixon e Ford, intervistato in esclusiva dal quotidiano statale cinese People's Daily a una decina di giorni dal viaggio negli Usa di Xi Jinping. Un presidente "dalla grande determinazione", come lo ha definito lo stesso Kissinger, e "che ha avuto delle grandi lezioni dalla vita".

Kissinger, 92 anni, è l'architetto - o "rompighiaccio", come lo definì a sua volta qualche mese fa il numero uno di Pechino – delle relazioni tra i due Paesi. Celebre lo storico viaggio - da lui messo a punto - dell'allora presidente Richard Nixon del 1972 che ruppe quel silenzio durato 25 anni e spianò la strada per l'allacciamento dei rapporti diplomatici tra Cina e Usa del 1979.

"Quando Usa e Cina riallacciarono i rapporti diplomatici avevano un avversario comune. Ora non è più così, ma hanno opportunità comuni e se non lavorano insieme nessuno le coglierà".

Il punto di partenza fondamentale per entrambe le potenze, spiega l'ex Consigliere di Stato, è quello di "riconoscere che entrambi sono grandi Paesi che hanno bisogno di cooperazione e non di divergenze e applicare questo principio alle varie questioni concrete. Sono sicuro che questo porterà risultati. Non sono politicamente vicino a Obama, ma lo sostengo  nel suo tentativo di raggiungere questo obiettivo". Una cosa che consiglio sempre ai presidenti, aggiunge Kissinger, è quella "di parlare onestamente ai cinesi, esprimere le proprie perplessità e preoccupazioni e capire quali sono quelle della controparte". E lo suggerisce anche a Barack Obama, "nonostante manchi solo un anno alla fine del mandato".



 

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