Dossier

Il nuovo China Analysis di ECFR

CINA: LA FINE DELLA NON-INGERENZA?

CINA: LA FINE DELLA NON-INGERENZA?


Roma, 24 ott. - AgiChina24 pubblica un estratto in italiano del nuovo China Analysis del think tank European Council of Foreign Relations (ECFR), pubblicato quest'oggi, in collaborazione con la sede romana di ECFR.

 

Cina: la fine della non-ingerenza?

Il ruolo internazionale della Cina sta cambiando. Il paese sta cercando di conciliare la propria politica estera internazionale basata sulla non-ingerenza con la crescente presenza economica a livello globale. Le relazioni della Cina con l’Iran e con la crisi siriana sono chiari esempi di come la Cina stia riconsiderando la propria politica estera. Questo dibattito accende i riflettori su come la Cina definisca i propri interessi nel Medio Oriente e perchè Pechino sia esitante nel sostenere le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza relative a scenari come quello siriano.

 

L’ultima edizione della China Analysis “The end of non-interference? “- pubblicato da ECFR e Asia Centre, si focalizza sulla politica estera cinese nei confronti dell’Iran, del Sudan, della Siria, della Corea del Nord e della Birmania. Analizza il ricco dibattito sulle ambizioni globali cinesi e le relative responsabilità, dibattito che si svolge all’interno della comunità cinese che si occupa di politica estera:

 

Relazioni tra Cina e Siria:



-    I veti cinesi alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sulla Siria, possono essere visti come il simbolo del nuovo ruolo internazionale della Cina. Mentre vi è convergenza di opinione che le violenze in Siria debbano cessare, non vi è accordo con l’Occidente sulle modalità di intervento. Gli analisti cinesi percepiscono la nozione “responsabilità di proteggere” come un concetto dannoso e vago che mira a legittimare il “cambio di regime”.


-     I veti cinesi possono altresì essere visti come una lezione per l’Occidente, che mostra come la politica estera della Cina sia basata su principi forti, ad esempio il rispetto della non-ingerenza negli affari interni degli altri Stati. Yan Xuetong ritiene che bloccare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sia nell’interesse stesso della Cina: distoglie l’attenzione degli Stati Uniti dall’Asia, riduce il rischio di guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran e rafforza la partnership di Pechino con Mosca.


Relazioni tra Cina e Iran:

-    Nell’ultima decade la richiesta di Pechino per la sicurezza energetica ha avvicinato la Cina all’Iran. A fronte dei richiami di Stati Uniti ed Europa a giocare un ruolo più attivo nella risoluzione della crisi nucleare iraniana – soprattutto attraverso il rafforzamento delle sanzioni – gli esperti cinesi non credono sia nell’interesse della Cina. Argomentano che la Cina debba perseguire i propri  interessi economici e di sicurezza nella regione, senza tenere in considerazione le valutazioni esterne.


-    In generale  gli studiosi sono ottimisti sul futuro delle relazioni Cina-Iran. Ad esempio, Zhao Kejin pensa che il nuovo presidente dell’Iran, Rouhani, possa vedere la Cina come una “opportunità strategica” per andare oltre lo stallo diplomatico con l’Occidente.


Secondo François Godement, Direttore del programma Cina di ECFR “La non-ingerenza avrebbe potuto ostacolare la  diplomazia cinese, prevenendo risposte frettolose e proteggendo pensieri scomodi. Tuttavia, passare ad una politica più impegnata che non sia timorosa nel prendere posizioni e favorire particolari obiettivi nazionali, apre ad una gamma di dubbi e risposte differenti. Gli strateghi cinesi stanno scoprendo i dilemmi di un potere imperiale” .



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