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Dossier

Caso Chen Guangcheng

CHEN: "TEMO VENDETTA SULLA MIA FAMIGLIA"

CHEN:  TEMO VENDETTA SULLA MIA FAMIGLIA <br />


di Giovanna Di Vincenzo
Twitter@Gio_DiVincenzo



Pechino, 11 apr.- Dalla sala dell'ospedale dove è ancora ricoverato, Chen Guangcheng teme per i membri della sua famiglia rimasti nel villaggio di Dongshigu, nella provincia dello Shangdong.

Attualmente il nipote Chen Kegui è agli arresti con l'accusa di omicidio doloso: il giovane aveva ferito con un coltello uno dei poliziotti che a fine aprile aveva fatto irruzione in casa sua dopo la fuga dell'attivista, ma le autorità non hanno diffuso né il nome dell'uomo né notizie sul suo stato di salute.

Secondo Liu Weiguo, l'avvocato di Chen Kegui, anche altri familiari sono stati trattenuti dalle forze dell'ordine, tra cui la madre e il padre. Al momento non è noto dove si trovi la moglie di Kegui, ma Chen teme che sia già in arresto nonostante l'assenza di accuse formali, mentre le autorità locali mantengono un ostinato silenzio.


L'attivista cieco, che si trova ancora all'ospedale Chaoyang di Pechino, assieme alla moglie e ai due figli in attesa di partire per gli Stati Uniti, ha dichiarato giovedì alla Reuters di essere molto preoccupato per la sua famiglia: "Stanno già iniziando la loro vendetta"- afferma, riferendosi a possibili rappresaglie da parte della polizia locale sui suoi parenti.

"Sento che la rappresaglia contro di me e la mia famiglia è già iniziata", dichiara ancora Chen. La "punizione" per aver messo in cattiva luce le autorità locali e per aver sollevato un polverone sulle relazioni Usa- Cina avrebbe colpito anche uno degli avvocati che difende volontariamente il nipote, sottoposto a minacce e alla confisca del tesserino per esercitare la professione legale.

"Non li lasciano entrare nel villaggio - afferma Chen dall'ospedale riguardo alle restrizioni imposte agli avvocati- e spero che ciò richiami l'attenzione internazionale e che presto possano assistere i miei familiari". Anche da parte del portavoce USA, Victoria Nuland segnali di preoccupazione sulle sorti della famiglia Chen: "temiamo che ci possano essere tentativi di rappresaglia", ha dichiarato giovedì alla stampa, assicurando che i diplomatici americani stanno seguendo da vicino la situazione.

Ancora da confermare le voci sul pool inviato da Pechino per indagare sulla condotta dei funzionari di Dongshigu, accusati da Chen di aver infierito più volte su di lui e sulla sua famiglia. Le autorità cinesi avevano promesso a Chen di avviare quanto prima le indagini, ma rimane impossibile stabilire se questi provvedimenti siano stati avviati.

 

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