G20: IL CONSENSO DI HANGZHOU

L’ascesa della Cina come “potenza responsabile”

L’ascesa della Cina come “potenza responsabile”


Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 6 set. - Rifiutare il protezionismo, promuovere il commercio globale e attuare "con tutti i mezzi" a disposizione una crescita inclusiva. Sono alcuni dei punti di consenso raggiunti dai leader dei Paesi del G20 al summit di Hangzhou che la stampa cinese ha salutato oggi come un segnale di quanto la Cina sia cresciuta di peso negli ultimi anni sullo scacchiere internazionale. In uno scenario segnato dai problemi globali della crescita, ancora "inferiore di quanto desiderato", dai rischi connessi alla volatilità dei mercati e dalle "profonde trasformazioni" dello scenario internazionale, i leader delle venti maggiori economie mondiali hanno sottolineato l'importanza che la crescita abbia come obiettivo quello di creare nuovi posti di lavoro e dedichi forte attenzione all'innovazione per contrastare la sfiducia crescente tra i cittadini della classe media mondiale sulla globalizzazione.

Per il summit di Hangzhou l'obiettivo della Cina era quello di mostrarsi una "potenza responsabile", come titola oggi un editoriale dell'agenzia Xinhua, che fa partire l'inizio di questo percorso dal vertice Apec di Pechino, nel novembre 2014: da allora "la Cina porta su di sé una responsabilità sempre maggiore a livello internazionale", secondo uno studioso di relazioni internazionali citato dall'agenzia di stampa cinese. Proprio la Cina, assieme agli Stati Uniti, ha messo a segno uno dei maggiori successi diplomatici del summit, con la ratifica degli accordi di Parigi sul Clima alla vigilia dell'inizio dei lavori.

Durante il momento di incontro con la stampa internazionale al termine del vertice, il presidente Xi Jinping ha sottolineato il "largo consenso" ottenuto dalle venti maggiori economie del pianeta, fatto di "priorità allo sviluppo", "riduzione delle ineguaglianze e degli squilibri" e passi avanti verso gli "obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030". In finanza, ha sottolineato Xi, "i fatti ci dicono che la vecchia via di affidarsi solamente agli strumenti monetari e fiscali non porta da nessuna parte". Il risultato più importante, per la Cina, è quello di avere attratto l'attenzione globale e di essersi presentata come un partner importante in un mondo sempre più multipolare. "Il meeting del G20 ha aumentato la sicurezza della Cina in se stessa", scrive oggi il quotidiano Global Times, una delle voci più importanti della stampa cinese. "Il mondo è variegato e la Cina non deve sentirsi intimidita dal mostrare le proprie caratteristiche culturali o preoccuparsi di quello che pensa l'Occidente. Molti Paesi semplicemente lanciano slogan, la Cina è dedicata all'azione".

Il consenso è, però, soprattutto, sui temi relativi all'economia, su cui si sono concentrati i lavori del summit. Lo "Hangzhou consensus" esclude, infatti, alcuni temi caldi dell'attualità, come la crisi in Siria, su cui Russia e Stati Uniti non hanno trovato un accordo per allentare la tensione, e le dispute territoriali nel Mare Cinese Meridionale, di cui la Cina rivendica la quasi totalità attirando le critiche di Stati Uniti e Giappone. Pechino e Tokyo hanno segnato, però, un nuovo riavvicinamento nelle relazioni nel corso del vertice. L'incontro tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, si è sviluppato su toni cordiali, con Abe che ha definito la Cina un "amico importante da lungo tempo" in Asia e Xi che ha sottolineato la necessità di "mettere da parte le divergenze" tra i due Paesi.

06 SETTEMBRE 2016

 

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