CHE COSA PROVAVANO I CITTADINI ROMANI DEL 400 dC.

CHE COSA PROVAVANO I CITTADINI ROMANI DEL 400 dC.


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Milano, 22 nov. - All'inizio del 400 dC. l'Imperatore d'Occidente era Onorio e sedeva a Ravenna, mentre suo fratello Arcadio sedeva a Costantinopoli come Imperatore d'Oriente.

Che cosa potesse provare un cittadino romano, residente a Roma e con un minimo di conoscenza storica, in quegli anni è difficile dirlo, ma temo che non fosse molto diverso da quello che provo personalmente oggi simile – temo – a quello di molti altri europei.

Noi, europei, artefici di una delle più brillanti culture della storia mondiale con la quale abbiamo 'fertilizzato' la cultura americana (come i greci fecero con quella romana) siamo di fronte, ad esempio, a:

•    Sfaldamento dell'Unione Europea (vedi Brexit).
•    Lotte fratricide interne ai singoli paesi europei in cui la partigianeria porta – da alcune parti - a una totale disonestà intellettuale (si veda attuale lotta per il referendum in Italia).
•    Focalizzazione sui problemi interni e solo su temi di sicurezza, migranti, spese dello stato, ecc. senza alcuna visione di quello che accade nel mondo esterno.
•    Elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti d'America con una agenda isolazionista (oltre che razzista).


Nel frattempo, ad esempio, la Cina:

•    Spinge l'acceleratore sul progetto One Belt One Road che catalizzerà la sviluppo dell'Eurasia per i prossimi decenni con centinaia di trilioni di euro di PIL che verranno creati in quell'area e dei quali la Cina sarà beneficiario importante, economico e politico.
•    Spinge su innumerevoli accordi geopolitici bilaterali con paesi "secondari": Filippine, Pakistan, Ecuador, ecc. che le daranno una straordinaria capacità di 'infiltrazione' in quelle aree geografiche e in quei continenti.
•    Spinge sulla conquista spaziale e progetta la colonizzazione di Marte nel quarto decennio di questo secolo (nel frattempo l'ESA manda a rotoli la sonda italiana Schiapparelli per risparmiare sulle spese di test e per essere politically correct nei confronti dei paesi finanziatori del programma spaziale europeo).
•    Spinge sull'innovazione tecnologica: si veda World Robot Exhibition (mio ultimo post) e inoltre il lancio del nuovo treno ad alta velocità per viaggiare a bassissime temperature e con cabine letto all'interno (quindi per lunghe percorrenze ad alta velocità).

Non aggiungo alcun commento.

Finisco con la solita domanda di chiusura dei miei post di questo blog:

"Europa ci sei? se ci sei batti un colpo, per favore!"

 

22 NOVEMBRE 2016

 

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I ROBOT DEL FUTURO PARLERANNO CINESE?

I ROBOT DEL FUTURO PARLERANNO CINESE?


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Milano, 28 ott. - Il 6° Plenum del Comitato Centrale del 18° Congresso del Partito Comunista Cinese si è concluso a Pechino con un ambizioso programma di lavori, tra cui la riforma del Partito, per meglio guidare il Paese attraverso l'importante transizione economica e sociale che la Cina sta vivendo.

 

In questo Plenum hanno avuto luogo più serrati i giochi di potere per la selezione della leadership che vedrà la luce l'anno prossimo al 19° Congresso del Partito che vedrà, col altissima probabilità, un ulteriore forte rafforzamento del Presidente Xi Jinping, che ha ottenuto il titolo di "nucleo" del PCC.

 

Le domande che mi frullano in testa, in questo contesto, sono sugli obiettivi che la Cina si porrà per il futuro, sulla sua "grand strategy" e anche sulle sue strategie particolari.Con queste domande inevase vado a visitare il 2016 World Robot Exhibition sede anche della World Robot Conference 2016. La fiera è localizzata presso il Beijing Economic – Technological Development Area: imponente parco dell'innovazione tecnologica, a sud ovest di Pechino oltre il 5° anello, già sede delle più importanti multinazionali tecnologiche e di un'infinità di aziende grandi e piccole cinesi dedicate alla tecnologia innovativa.

 

L'esposizione ospita gli stand di molti produttori di robot industriali e di robot di servizio oltre che di aziende che producono componenti e software per robot. Ricordo che i robot industriali hanno a bordo poca o nulla intelligenza e servono nelle linee di montaggio. La Cina ne è in breve diventata una grande produttrice e la più grande utilizzatrice (superando Giappone, Germania e Italia). I robot di servizio (che comprendono anche quelli umanoidi) hanno a bordo moltissima intelligenza e servono (e serviranno sempre di più) per un'infinità di lavori che assistono o sostituiscono l'umano. Tra questi vi sono anche quelli che ci assistono in casa (dal farci compagnia a svolgere i lavori domestici) o in ospedale. I robot di servizio sono la frontiera della robotica e la competizione si giocherà sulla quantità di intelligenza che si riuscirà a mettervi a bordo

 

Ecco quello che ho visto.

 

Predominanza di presenza di aziende cinesi su tutti i settori e poche  aziende straniere. Però tutti i settori erano coperti e tutti i produttori cinesi hanno prodotti molto simili a quelli occidentali.

 

Moltissimi produttori cinesi di robot di servizio che hanno fatto una loro associazione specifica e che utilizzano poche piattaforme comuni, mostrando così una capacità di cooperazione e competizione che è lontana dalla cultura italiana.

 

Un'enorme quantità di giovani in visite organizzate; dall'età direi gli ultimi anni delle scuole superiori o università. L'attenzione e l'interesse di questi giovani sono palpabili.

 

Da questi segnali credo si possa vedere una forte volontà politica di diventare il paese più avanzato nella progettazione e nell'utilizzo dei robot.

 

Rientrando in albergo penso come questa visita mi aiuti a rispondere in parte alle domande iniziali sul futuro della Cina e del governo cinese che il Plenum del Comitato Centrale stanno proprio ora discutendo.

 

Questo è un paese che sta diventando dominante su tutti i fronti sociali ed economici e che ha una forte volontà e consenso – a tutti di livelli – per realizzare questa visione.

 

Beh, quindi, prepariamoci ad avere presto in casa il robot cinese che – tra le altre cose – ci insegnerà a parlare cinese.

 

Scusate ora se ripeto la mia usuale domanda di chiusura su questo blog: Europa ci sei? se ci sei batti un colpo, per favore!

 

28 OTTOBRE 2016

 

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SIAMO SICURI DI CAPIRE QUANTO LA CINA
E IL MONDO STIANO CAMBIANDO?

SIAMO SICURI DI CAPIRE QUANTO LA CINA<br />E IL MONDO STIANO CAMBIANDO?


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Milano, 30 set.- Siamo sicuri di capire quanto la Cina e il mondo stiano cambiando?

I.    One Belt One Road: centinaia di migliaia di miliardi di euro di investimenti sono previsti nelle due prossime decadi (stima del Think Tank di The European House – Ambrosetti) nell'Asia Centrale per la messa in opera e per l'utilizzo delle due nuove Vie della Seta lanciate da Xi Jinping per permettere alle merci cinesi di "invadere" il mondo e in particolare l'Europa e l'Asia. Funzioneranno anche nell'altro senso e inoltre connetteranno anche persone e idee. "Corollario" di questa iniziativa: la Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture.

II.    La linea dei nove tratti nel Mar Cinese Meridionale: una forte asserzione di dominanza territoriale da parte cinese che scompiglia complessi equilibri locali e non solo.

III.    La campagna di moralizzazione del Partito e della burocrazia statale lanciata da Xi Jinping e tuttora in forte sviluppo che non mostra ancora (come previsto da molti osservatori) alcun rallentamento.

IV.    La recrudescenza del controllo sociale e politico in Cina.

V.    Brexit e le minacciate Xexit da parte di molti Paesi europei.

VI.    L'evidente impasse della leadership europea incapace di muoversi al di fuori di temi poco rilevanti come la connessione internet per affrontare invece temi di respiro epocale come i migranti e la mancanza di una visione strategica di lungo periodo per l'Europa.

VII.    Il nuovo percorso di sviluppo – tra alti e bassi – politico, sociale ed economico dell'Africa.

VIII.    La nuova assertività della Russia.

IX.    Lo spostamento della bilancia di potere nel mondo medio-orientale: l'emergere dell'Iran, le difficoltà dell'Arabia Saudita, l'involuzione della Turchia, la morte delle primavere arabe, ecc.

X.    Il "terrorismo" islamico in Europa.

XI.    L'emergere di una "post truth era" nella politica americana (ma non solo) in cui conta il dire una cosa che piace anche se non è vera.

XII.    La forte ideologizzazione e partigianeria delle lotte politiche in occidente (Italia compresa) in cui si combatte e si demonizza l'avversario indipendentemente da ciò che dice e fa.

XIII.    L'emergere (a corrente alternata) dei BRICS che spostano i baricentri della conversazione geopolitica.

XIV.    L'alba di rivoluzioni tecnologiche con potenziali di impatto sociale "devastanti": i robot umanoidi, l'intelligenza artificiale, l'ingegneria genetica per tutti e per tutto, la connessione totale fino al marketing one to one (si veda Tom Cruise nel grande magazzino in 'Minority Report'), le auto che si guidano da sole e – un po' più in là – il sogno marziano di Elon Musk.

Ho cominciato questo post con questo elenco (parziale) di grandi cambiamenti in corso perché non trovo – salvo alcuni sporadici casi – nelle analisi correnti dei principali osservatori ed esperti qualificati alcuna presenza di nuovi modelli di interpretazione.

Mi sembra infatti che il modello di interpretazione (occidentale) di tutti questi cambiamenti sia riconducibile ad alcuni semplici pilastri di fede (che chiamo 'paradigma interpretativo'):

1.    La democrazia occidentale è il miglior metodo politico e tutti – prima o poi – vi arriveranno.
2.    La Russia è un bullo di periferia che deve essere ricondotto alla ragione.
3.    L'islam e le sue sette sono la causa profonda delle lotte in corso in medio-oriente e poi esportate nel mondo.
4.    La tecnologia vincerà ogni resistenza.
5.    La Cina è in una fase di sviluppo: prima o poi dovrà fare le riforme che noi – economisti occidentali (quelli del 'Washington consensus', per intenderci) – da tempo suggeriamo e dovrà avvicinarsi a una democrazia occidentale.

Non è questa la sede (e non ne avrei neppure tutte le competenze) per discutere ognuno di questi punti, ma a me di notte – in qualcosa che si potrebbe definire un incubo – mi sembra che stiamo cercando di farci ragione di tutto questo senza chiederci se forse i pilastri prima citati non siano da mettere in discussione e chiederci se non occorrano nuovi paradigmi interpretativi di una realtà che potrebbe avere corroso alla base le fondamenta dei pilastri precedenti.

Un nuovo paradigma potrebbe essere:

1.    La democrazia occidentale dovrà mutarsi in una forma di governo che – senza perdere i diritti acquisiti – tenga conto delle aspirazioni e delle caratteristiche della società contemporanea.
2.    La Russia è una nazione e uno stato che – per storia, cultura e dimensioni – ha diritto a una sua presenza "autonoma" sulla scena mondiale (non sto approvando Putin!).
3.    La religione islamica è solo uno strumento di lotte di potere di alcune potenze emergenti (o declinanti) nello scacchiere medio-orientale.
4.    L'innovazione tecnologica – che non è 'fermabile' (neanche dai comitati etici) – deve spingerci in fretta a una forte innovazione sociale pro-attiva perché se aspettiamo solo di reagire rischiamo tragedie.
5.    La Cina – con 1500 milioni di abitanti e con storia e cultura molto diverse da quelle occidentali – potrebbe aver bisogno di trovare un sistema sociale proprio, non basato su quello sviluppato in Europa dal 500 aC al 1800 dC.

A scanso di equivoci, non sto dicendo che quest'ultimo paradigma è quello giusto. Dico soltanto che lo prenderei in considerazione per capire meglio dove stiamo andando e che cosa fare.

 

30 SETTEMBRE 2016

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