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I cinesi riscoprono la passione per la bici. Grazie a un'app

I cinesi riscoprono la passione per la bici. Grazie a un app


Milano, 23  mar. - In Cina c'è un nuovo boom per le biciclette. Il loro rilancio questa volta non è legato alla povertà, come in passato, ma è frutto dell'esplosione di una APP "Mobike", che, sulla scorta del successo di Uber e di Didi, permette di individuare dove si può trovare una bicicletta, di usarla ad un costo di pochi centesimi l'ora, e infine di lasciarla dove si vuole.

 

Prezzo e disponibilità, le ragioni del successo

 

La facilità di reperimento, la semplicità di utilizzo e il costo competitivo, unito al desiderio di non inquinare e di evitare ingorghi stradali, ha fatto di Mobike una APP utilizzata da milioni di cinesi e pronta ad essere esportata con successo.

 

Tutti pazzi per la bici (condivisa)

 

Mobike è stata lanciata nel mese di aprile del 2016 a Shanghai, ed oggi conta su un'offerta enorme di biciclette in una quindicina di grandi città della Cina, ma ha stimolato la nascita di altre APP concorrenti così da generare un interesse straordinario verso questo modello di trasporto, da parte degli oltre 800 milioni di utenti del web mobile.

Ofo, concorrente pechinese di Mobike, è presente in 35 grandi città della Cina. A differenza di altri modelli di APP per bikers, Mobike e Ofo non impongono un luogo fisso per la restituzione delle biciclette, ma è la stessa APP che permette di trovare una bici, di sbloccare la chiusura di sicurezza e di lasciarla dove si vuole, con l'addebito automatico dell'importo relativo.

 

Il nuovo stile dei cinesi

 

Personalmente ritengo che questo boom della bici condivisa che conquista la Cina, possa dire qualcosa sulle aspettative dei consumatori cinesi, e possa dire qualcosa anche agli operatori turistici. Alla base del successo di Mobike non ci sono solo aspetti legati al mezzo di trasporto, al ringiovanimento dell'immagine della bicicletta, ma anche, soprattutto, a nuovi comportamenti, e allo stile di vita di chi decide di lasciare a casa l'auto, e di utilizzarla.

 

Giancarlo Dall'Ara
www.italychinafriendly.com

 

@Riproduzione riservata


 

CINESI,TURISTI PRISMATICI

CINESI,TURISTI PRISMATICI


Milano - Credo che quando parliamo di mercato turistico cinese non ci rendiamo conto esattamente di cosa stiamo parlando. La Cina è un paese che per il capodanno lunare genera quasi 3 miliardi di viaggi. Certo quasi tutti autorganizzati e fatti all'interno del paese, ma è anche il mercato che in un anno registra 130 milioni di viaggi all'estero, ed è il primo mercato turistico al mondo da quando, 5 anni fa ha superato Usa e Germania. E' il paese nel quale appena il 6% della popolazione ha il passaporto, e quindi il fenomeno dell'outbound del quale parliamo in questo blog è solo agli inizi!

 

Se qualcuno di voi resta sorpreso da questi dati è solo perché per anni il nostro Paese ha ignorato la Cina, ha portato avanti una politica dei visti turistici anti-cinese! In passato il nostro Paese si è distinto per la lentezza con la quale ha dato i visti ai cinesi innamorati dell'Italia, che in Italia volevano venire in vacanza, e li ha trattati più da "clandestini", che da turisti.

 

Se vogliamo rimettere le cose al loro posto dobbiamo chiarire che, sebbene oltre 60% dei cinesi vadano in vacanza all'estero pensando in primo luogo alle opportunità di fare shopping, e molti vengano in Italia anche per questo, ci sono anche molte altre motivazioni che li spingono a venire in Italia; anzi per gran parte di loro le motivazioni culturali, la gastronomia, il benessere,… sono ancora più importanti. Il dato è confermato da una recente ricerca Hotels.com che sostiene che, per la scelta di una meta di vacanza, la motivazione "gastronomia" è al terzo posto dopo sicurezza e emergenze storico/artistiche, e precede lo shopping.

 

Per molti aspetti i cinesi sono turisti prismatici: amano certo pianficare con calma, e in anticipo, i loro viaggi all'estero, e se è il loro primo viaggio all'estero, preferiscono farlo in compagnia di altri, ma contemporaneamente amano decidere all'ultimo minuto le cose da vedere e dove fermarsi. Così pure amano servirsi del trade che li tranquillizza in tante decisioni, ma contemporaneamente amano fare ricerche online e scegliere le proposte più interessanti leggendo i giudizi degli altri.


Giancarlo Dall'Ara
www.italychinafriendly.com

Thomas Cook in Cina punta sul pallone

Thomas Cook in Cina punta sul pallone


Milano, 13 gen. -  Thomas Cook è da sempre il marchio più celebre a livello mondiale, tra quelli degli operatori turistici. Non c'è studente di turismo o albergatore, o addetto ai lavori, che non lo conosca.

 

Il motivo è presto detto: a metà dell'800, più esattamente nel 1841, in Gran Bretagna Thomas Cook, giardiniere e falegname, organizzò un viaggio per un folto gruppo di soci della Lega della Temperanza. L'escursione andava da Loughborough a Leicester, e comprendeva viaggio in treno, alloggio e servizi di assistenza (le famose tre "S": Seat, Site, Service). Per questo motivo Thomas Cook viene tuttora considerato l'inventore del viaggio organizzato moderno, oltre che fondatore del gruppo che – dopo 175 anni - si caratterizza ancora con il suo nome.

 

Anche se dal punto di vista dei numeri Thomas Cook non è più il colosso che era fino a qualche decennio fa, si tratta comunque di un T.O. di tutto rispetto, un "gigante" che opera in una quindicina di paesi e per il quale lavorano più di 20 mila dipendenti.

 

Da un paio di anni il gruppo Thomas Cook si muove in Cina in partnership con un marchio cinese ben noto, Fosun, e in virtù di questa partnership offre al mercato cinese un centinaio di destinazioni turistiche in tutto il mondo.

 

Tra gli aspetti di novità vi è il fatto che Thomas Cook ha deciso di proporre alla domanda cinese uno dei suoi prodotti must, frutto della collaborazione ventennale che l'operatore vanta con il club di football del Manchester United.

 

Thomas Cook per questo progetto conta su tre dati:
-    il primo è l'enorme interesse che si registra in Cina, e non da ora, verso il football, con la Premier Ligue in testa quanto a spettatori,
-    il secondo è la crescita straordinaria che hanno registrato nel 2016 in Cina, tutti i prodotti turistici, i viaggi cioè legati agli sport ed al calcio in particolare,
-    il terzo è il mercato potenziale dei tifosi del Manchester United in Cina, che si stima siano 108 milioni, un dato che fa del Manchester una delle squadre con maggior seguito.
Naturalmente i T.O. cinesi non hanno aspettato Thomas Cook ed i suoi progetti per lanciarsi su questo mercato, pertanto dovremo aspettare un po' per vedere se gli obiettivi di Thomas Cook saranno raggiunti, o se la concorrenza sarà troppo forte.

 

Personalmente immagino che questa strategia potrebbe avere come ricaduta un aumento di interesse anche da parte degli operatori intermediari italiani, che saranno portati a pensare con maggiore interesse al mercato cinese; perché a ben vedere anche l'Italia ha buone chances in questo segmento.

 

Per quanto ne so la serie A è il terzo campionato di calcio più seguito in Cina, e l'Italia è la seconda squadra nazionale più amata (dopo la Germania), effetto Lippi a parte; quanto ai club, Inter, Milan, assieme a Real Madrid e naturalmente a Manchester United, sono i club di maggior appeal e maggior seguito in Cina, ma anche Juve e Roma possono vantare un ottimo seguito. In più ci sono già operatori italiani che hanno un eccellente know how su questo target specifico.


Giancarlo Dall'Ara
www.italychinafriendly.com