Turismo cinese. Ci siamo dimenticati
un dettaglio: la ricerca

Turismo cinese. Ci siamo dimenticati <br />un dettaglio: la ricerca


Milano, 02 dic. I numeri del mercato turistico cinese sono straordinari.  Ma il vero problema è cosa c'è dietro quei numeri? Si, perché c'è qualcosa che i dati non ci dicono.Sono stati 120 milioni i viaggi all'estero dei cinesi nel 2015, e saranno 133 milioni a consuntivo nel 2016.  Questi numeri danno la dimensione di un fenomeno straordinario, ma non dicono che il mercato cinese non è più quello di una volta.

 

Quando ho cominciato a occuparmi del mercato cinese, delegazioni ufficiali a parte, i turisti cinesi che giungevano nel nostro paese non andavano mai negli hotel a 5 stelle, la scelta era di norma per alberghi a 3 stelle, lontani dai centri storici delle grandi città, così da permettere loro di effettuare quei viaggi di corsa che li hanno resi famosi nel mondo. La qualità dei servizi richiesti, in generale era piuttosto bassa. E non c'era turismo individuale.

 

Potrà sembrare strano, ma in tanti oggi pensano che questo sia ancora il tipo di turismo che arriva dalla Cina. E' anche a causa di questa "conoscenza distorta" se molti operatori italiani non sono riusciti ancora a rapportarsi con il mercato cinese. E anche per questo che dal 2005 fino a poco tempo fa, gli operatori hanno preparato gli stessi programmi pensando che fossero validi per tutti i turisti cinesi; come se la Cina fosse l'unico mercato al mondo nel quale sia possibile fare una sorta di marketing indifferenziato, qualcosa cioè che nessuno può più permettersi di fare, neppure la Coca Cola.

 

Certo i turisti di "prima generazione", che si accontentavano di qualsiasi cosa perché il loro obiettivo era già stato raggiunto con la partenza e con le prime foto condivise sui Social - in un mercato relativamente nuovo come quello cinese - ci sono sempre. Ma questo è accaduto senza accorgersi che gran parte dei cinesi cominciava a scegliere di viaggiare da soli, ad autocostruirsi le vacanze e a diventare turisti "modulari".Come questo sia potuto accadere nel turismo, industria nella quale i Tour Operator dagli anni '70/'80 hanno l'abitudine di chiedere quale sia il grado di soddisfazione dei loro clienti, è davvero singolare e difficile da capire.

 

Ma è esattamente questo il motivo per il quale i turisti cinesi hanno cominciato a trovare le risposte che il Trade non dava, nel web.

 

Esattamente come facciamo noi.



Giancarlo Dall'Ara
www.italychinafriendly.com

CTRIP, LEADER DEL TURISMO ONLINE CINESE
IN UN MERCATO SEMPRE PIU' COMPETITIVO

CTRIP, LEADER DEL TURISMO ONLINE CINESE<br />IN UN MERCATO SEMPRE PIU  COMPETITIVO


Milano, 28 ott. - Leader del mercato cinese con 250 milioni di utenti dichiarati, Ctrip è una piattaforma unica nella quale un turista può trovare tutti i servizi che possono essere utili per un viaggio: dalle prenotazioni aeree o ferroviarie, al noleggio delle automobili, alla sistemazione ricettiva in 180 Paesi del mondo, ai servizi di assistenza (in aeroporto, nella destinazione….), alle assicurazioni, ai visti, con diverse modalità di pagamento.
Nata nel 1999, Ctrip è rapidamente arrivata ad occupare la posizione di leader tra le Online Travel Agency cinesi, e negli anni è riuscita ad acquisire, "in toto" o in parte, i suoi concorrenti, recentemente anche ELong, suo storico rivale.

 

Così oggi Ctrip è in grado di seguire i desideri di un viaggiatore prima, durante e dopo il viaggio. Compara i prezzi, suggerisce mete e itinerari, prenota visite, raccoglie i commenti (quelli pubblicati sono 30 milioni), e come già detto, ci si può servire di Ctrip anche per noleggiare auto, o prenotare viaggi in pullman o in nave. Quando mi sono recato nella sua sede generale, poco più di un anno fa, Ctrip contava 12 mila impiegati, 4 mila dei quali al call center.

 

La sua App, che è stata scaricata 600 milioni di volte, è disponibile in una decina di lingue.Tutto bene dunque? Non tutto. Ctrip detiene attualmente circa ¼ del mercato cinese del turismo online, seguita da Tuniu, con circa il 15%; si tratta di una quota per certi versi straordinaria, ma non esaltante se confrontata con quella di qualche anno fa. Inoltre i concorrenti rispetto al passato sono più agguerriti e non è facile per un generalista come Ctrip riuscire ad essere competitivo, e a rispondere al meglio alle domande di un mercato che nel frattempo è diventato molto diversificato. Ma Ctrip continua ad avere una marcia in più rispetto ai concorrenti, una visione e le risorse per continuare a restare leader ancora a lungo.


giancarlo.dallara@gmail.com


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TURISTI CINESI OLTRE LO STEREOTIPO

TURISTI CINESI OLTRE LO STEREOTIPO


Twitter@GDallAra

Milano, 20 set. - Andavano in vacanza praticamente solo per vedere i "must", per fare shopping e per una questione di "faccia"; e l'Europa era la meta giusta per la loro reputazione e per gli acquisti dei prodotti delle marche prestigiose. Ma oggi, questo, più che il profilo dei turisti cinesi, è uno stereotipo.

 

Oggi, anche per i turisti cinesi infatti, alla base delle motivazioni per andare in vacanza c'è il bisogno di fare esperienze nuove, e sono sempre di più i turisti cinesi che scelgono l'Italia per vivere l'atmosfera delle destinazioni ricche di storia e di cultura, o che mettono ai primi posti nelle loro scelte, motivazioni legate al cibo e alla scoperta gastronomica.

 

Le ricerche rilevano in forte aumento tra i più giovani, l'idea di una vacanza che permetta di sperimentare lo stile di vita dei luoghi, e di vivere in un contesto preservato dal punto di vista dell'ambiente e della natura.

 

Quanto agli over 60, in crescita formidabile in questi ultimi anni, sono in molti quelli che  non si accontentano più delle mete interne o dei viaggi a Hong Kong e Macao, e che chiedono qualosa di nuovo e di diverso rispetto al soggiorno a Taiwan o alla vacanza in crociera. Un numero crescente di anziani si aspetta oggi dagli operatori e dalle destinazioni servizi molto personalizzati e attenti, che non possono essere dati per scontati, e che non sono sempre facili da trovare; e li chiedono assieme a proposte che rendano le loro vacanze al tempo stesso sicure, piacevoli e divertenti.

 

Parlerò di questi temi al prossimo convegno sul turismo cinese in programma al TTG di Rimini, la più importante Borsa del turismo italiano, il 14 ottobre, e segnalerò le nuove opportunità che il sistema turistico italiano potrà cogliere se saprà andare oltre gli stereotipi che continuano a circondare il comportamento dei turisti cinesi.

 

Nuove sfide ci attendono: non solo bollitori dunque (anche se purtroppo al momento il numero degli alberghi che li fa trovare in camera è ancora modesto), ma nuovi prodotti.

 

Giancarlo Dall'Ara
info@italychinafriendly.com




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