Thomas Cook in Cina punta sul pallone

Thomas Cook in Cina punta sul pallone


Milano, 13 gen. -  Thomas Cook è da sempre il marchio più celebre a livello mondiale, tra quelli degli operatori turistici. Non c'è studente di turismo o albergatore, o addetto ai lavori, che non lo conosca.

 

Il motivo è presto detto: a metà dell'800, più esattamente nel 1841, in Gran Bretagna Thomas Cook, giardiniere e falegname, organizzò un viaggio per un folto gruppo di soci della Lega della Temperanza. L'escursione andava da Loughborough a Leicester, e comprendeva viaggio in treno, alloggio e servizi di assistenza (le famose tre "S": Seat, Site, Service). Per questo motivo Thomas Cook viene tuttora considerato l'inventore del viaggio organizzato moderno, oltre che fondatore del gruppo che – dopo 175 anni - si caratterizza ancora con il suo nome.

 

Anche se dal punto di vista dei numeri Thomas Cook non è più il colosso che era fino a qualche decennio fa, si tratta comunque di un T.O. di tutto rispetto, un "gigante" che opera in una quindicina di paesi e per il quale lavorano più di 20 mila dipendenti.

 

Da un paio di anni il gruppo Thomas Cook si muove in Cina in partnership con un marchio cinese ben noto, Fosun, e in virtù di questa partnership offre al mercato cinese un centinaio di destinazioni turistiche in tutto il mondo.

 

Tra gli aspetti di novità vi è il fatto che Thomas Cook ha deciso di proporre alla domanda cinese uno dei suoi prodotti must, frutto della collaborazione ventennale che l'operatore vanta con il club di football del Manchester United.

 

Thomas Cook per questo progetto conta su tre dati:
-    il primo è l'enorme interesse che si registra in Cina, e non da ora, verso il football, con la Premier Ligue in testa quanto a spettatori,
-    il secondo è la crescita straordinaria che hanno registrato nel 2016 in Cina, tutti i prodotti turistici, i viaggi cioè legati agli sport ed al calcio in particolare,
-    il terzo è il mercato potenziale dei tifosi del Manchester United in Cina, che si stima siano 108 milioni, un dato che fa del Manchester una delle squadre con maggior seguito.
Naturalmente i T.O. cinesi non hanno aspettato Thomas Cook ed i suoi progetti per lanciarsi su questo mercato, pertanto dovremo aspettare un po' per vedere se gli obiettivi di Thomas Cook saranno raggiunti, o se la concorrenza sarà troppo forte.

 

Personalmente immagino che questa strategia potrebbe avere come ricaduta un aumento di interesse anche da parte degli operatori intermediari italiani, che saranno portati a pensare con maggiore interesse al mercato cinese; perché a ben vedere anche l'Italia ha buone chances in questo segmento.

 

Per quanto ne so la serie A è il terzo campionato di calcio più seguito in Cina, e l'Italia è la seconda squadra nazionale più amata (dopo la Germania), effetto Lippi a parte; quanto ai club, Inter, Milan, assieme a Real Madrid e naturalmente a Manchester United, sono i club di maggior appeal e maggior seguito in Cina, ma anche Juve e Roma possono vantare un ottimo seguito. In più ci sono già operatori italiani che hanno un eccellente know how su questo target specifico.


Giancarlo Dall'Ara
www.italychinafriendly.com

CTRIP, LEADER DEL TURISMO ONLINE CINESE
IN UN MERCATO SEMPRE PIU' COMPETITIVO

CTRIP, LEADER DEL TURISMO ONLINE CINESE<br />IN UN MERCATO SEMPRE PIU  COMPETITIVO


Milano, 28 ott. - Leader del mercato cinese con 250 milioni di utenti dichiarati, Ctrip è una piattaforma unica nella quale un turista può trovare tutti i servizi che possono essere utili per un viaggio: dalle prenotazioni aeree o ferroviarie, al noleggio delle automobili, alla sistemazione ricettiva in 180 Paesi del mondo, ai servizi di assistenza (in aeroporto, nella destinazione….), alle assicurazioni, ai visti, con diverse modalità di pagamento.
Nata nel 1999, Ctrip è rapidamente arrivata ad occupare la posizione di leader tra le Online Travel Agency cinesi, e negli anni è riuscita ad acquisire, "in toto" o in parte, i suoi concorrenti, recentemente anche ELong, suo storico rivale.

 

Così oggi Ctrip è in grado di seguire i desideri di un viaggiatore prima, durante e dopo il viaggio. Compara i prezzi, suggerisce mete e itinerari, prenota visite, raccoglie i commenti (quelli pubblicati sono 30 milioni), e come già detto, ci si può servire di Ctrip anche per noleggiare auto, o prenotare viaggi in pullman o in nave. Quando mi sono recato nella sua sede generale, poco più di un anno fa, Ctrip contava 12 mila impiegati, 4 mila dei quali al call center.

 

La sua App, che è stata scaricata 600 milioni di volte, è disponibile in una decina di lingue.Tutto bene dunque? Non tutto. Ctrip detiene attualmente circa ¼ del mercato cinese del turismo online, seguita da Tuniu, con circa il 15%; si tratta di una quota per certi versi straordinaria, ma non esaltante se confrontata con quella di qualche anno fa. Inoltre i concorrenti rispetto al passato sono più agguerriti e non è facile per un generalista come Ctrip riuscire ad essere competitivo, e a rispondere al meglio alle domande di un mercato che nel frattempo è diventato molto diversificato. Ma Ctrip continua ad avere una marcia in più rispetto ai concorrenti, una visione e le risorse per continuare a restare leader ancora a lungo.


giancarlo.dallara@gmail.com


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TURISTI CINESI OLTRE LO STEREOTIPO

TURISTI CINESI OLTRE LO STEREOTIPO


Twitter@GDallAra

Milano, 20 set. - Andavano in vacanza praticamente solo per vedere i "must", per fare shopping e per una questione di "faccia"; e l'Europa era la meta giusta per la loro reputazione e per gli acquisti dei prodotti delle marche prestigiose. Ma oggi, questo, più che il profilo dei turisti cinesi, è uno stereotipo.

 

Oggi, anche per i turisti cinesi infatti, alla base delle motivazioni per andare in vacanza c'è il bisogno di fare esperienze nuove, e sono sempre di più i turisti cinesi che scelgono l'Italia per vivere l'atmosfera delle destinazioni ricche di storia e di cultura, o che mettono ai primi posti nelle loro scelte, motivazioni legate al cibo e alla scoperta gastronomica.

 

Le ricerche rilevano in forte aumento tra i più giovani, l'idea di una vacanza che permetta di sperimentare lo stile di vita dei luoghi, e di vivere in un contesto preservato dal punto di vista dell'ambiente e della natura.

 

Quanto agli over 60, in crescita formidabile in questi ultimi anni, sono in molti quelli che  non si accontentano più delle mete interne o dei viaggi a Hong Kong e Macao, e che chiedono qualosa di nuovo e di diverso rispetto al soggiorno a Taiwan o alla vacanza in crociera. Un numero crescente di anziani si aspetta oggi dagli operatori e dalle destinazioni servizi molto personalizzati e attenti, che non possono essere dati per scontati, e che non sono sempre facili da trovare; e li chiedono assieme a proposte che rendano le loro vacanze al tempo stesso sicure, piacevoli e divertenti.

 

Parlerò di questi temi al prossimo convegno sul turismo cinese in programma al TTG di Rimini, la più importante Borsa del turismo italiano, il 14 ottobre, e segnalerò le nuove opportunità che il sistema turistico italiano potrà cogliere se saprà andare oltre gli stereotipi che continuano a circondare il comportamento dei turisti cinesi.

 

Nuove sfide ci attendono: non solo bollitori dunque (anche se purtroppo al momento il numero degli alberghi che li fa trovare in camera è ancora modesto), ma nuovi prodotti.

 

Giancarlo Dall'Ara
info@italychinafriendly.com




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